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“Quanto piace al mondo è breve sogno…”

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In una Milano caotica, grigia, una Milano in giacca e cravatta che guarda sempre l’orologio per vedere se è in ritardo, nella quale i giorni passano e neanche te ne accorgi; per degli studenti come noi è davvero difficile trovare dei momenti di seria riflessione, tempo per “digerire” quante più possibili cose ci sono accadute in giornata, in settimana…  ed è ancora più difficile parlare in un articolo per un giornalino universitario di un qualcosa diverso dalle lezioni, dai prof, dai lavori di gruppo, dagli eventi milanesi da… Beh, credo sappiate quali sono i soliti argomenti dei quali discutiamo magari davanti ad un caffè, al bar, ogni giorno, tra una lezione e l’altra!!

Eppure, questa settimana, un film, un libro, un cartone ed una mostra, mi hanno dato un bel po’ da pensare…. “Inception”, “L’interpretazione dei sogni”, “Cenerentola”, Dalì al palazzo reale:  Il filo conduttore? Il sogno: uno dei pochi capaci di collegare un film di altissimo livello ad un cartone animato, ad un libro e ad una mostra surrealista.

“Sognatore è un uomo coi piedi fortemente appoggiati sulle nuvole” (cit. Ennio Flaviano)… Ma è poi così vero?  Il sogno ci aiuta ad evadere da questa realtà? Ma che tipo di evasione è un volo che dura qualche ora per poi finire lasciandoci qualche vago ricordo al mattino? Non a caso, secondo Freud, il sogno è per noi solo ciò che ne rimane al risveglio. Ma cos’è esattamente ciò che ne rimane al risveglio?

Beh, secondo me, chiacchiere; e sì, rimangono chiacchiere miste al ricordo, parole che andranno a comporre il racconto che ne faremo.

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Non so voi, ma mi pongo sempre infinite domande circa questo argomento alle quali mi piace non dare delle risposte lasciando tutto questo mondo “Nella nebbia”…

E’ tremendamente immenso ciò che la nostra mente riesce a creare in sogno. Forse anche un po’ spaventoso.

Non è comunque una creazione proveniente dal nulla: proviene da qualche stimolo interno o da un qualche ricordo rimosso che si ripresenta poi in notturna (scientificamente parlando); è come un puzzle la cui base è costituita da pezzi raffiguranti una vera immagine, una foto, ma sulla base di questa si erge un qualcosa di puramente inventato con figure vere che interagiscono con altre false.

Ognuno di noi ha questo puzzle, in quanto, anche la persona più pragmatica in questo mondo sogna: le ambizioni sono sogni, tutti ne hanno.

D’altronde, anche Walt Disney diceva (tramite Cenerentola) che i sogni son desideri… Desideri di qualsiasi grado  che aprono alla nostra mente le finestre di accesso ad un enorme cielo su cui volare come Peter Pan: c’è chi fa un giretto intorno al quartiere, c’è chi gira la nazione, e c’è chi invece viaggia per tutto il mondo perdendo totalmente il senso della realtà e del tempo: Il sogno è l’unica cosa capace di sospendere il tempo. La nostra mente può sospendere il tempo! Ovviamente si tratta di immaginazione ma resta comunque una sospensione che noi ci troviamo a vivere… E forse è proprio questa la cosa che più ci piace del sogno, la cosa che più ci fa distaccare dalla realtà. Basta però pochissimo per ritrovarla: a Cenerentola bastavano le urla delle sorellastre, a me basta guardare il libro di Bilancio lì, sopra alla scrivania.

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Dalì si faceva appoggiare una pietra in testa per non volare troppo al momento della creazione delle sue opere. Ma perché poggiarla? D’altronde era un surrealista, ed uno dei capisaldi delle opere surrealiste è proprio l’eliminazione dei freni inibitori, degli schemi sociali, delle colonne d’Ercole che la realtà presenta.

E non è ciò che accade in sogno? Esattamente!

Il surrealismo apre un varco all’inconscio, permettendogli di riaffiorare in superficie non solo durante il sonno.  Io lo definirei come un perenne stato di pre- veglia in quanto, se mai ci avete fatto caso, è proprio il momento prima del sonno quello in cui tutte le idee che potrebbero sembrare più banali o infattibili in giornata divengono improvvisamente idee geniali da realizzare il giorno dopo.

Noi siamo quello stato. Noi siamo quelle idee.

Tutte le nostre ansie e paranoie sono solo delle maschere volte a coprirci, volte a nasconderci, volte a conformarci e quindi a farci perdere la nostra singolarità ma, allo stesso tempo, queste maschere, ci permettono di custodire gelosamente quanto di più bello abbiamo dentro per concederlo solo a chi vogliamo, ma anche per perderci noi stessi in questo mare che ci culla con le sue onde…. Il naufragare è davvero dolce, ve lo assicuro…

Laura Perticari

immagine: Salvador Dalì. Sogno causato al volto di un’ape attorno a una melagrana, un attimo prima del risveglio

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