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La carriera in un verbo

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Vi è mai capitato che una vecchia prozia vi abbia chiesto: “Che cosa vuoi fare da grande?” (formulazione tipica della settantenne comune). Ecco, alcuni sanno perfettamente, altri devono scoprire chi vogliono diventare. Tra quelli che lo sanno, alcuni potrebbero rispondere: “il giudice” o “lo scienziato”. Io ho risposto: “La giornalista”. E ho aggiunto: “Studio per fare la giornalista”. Ho realizzato, un po’ più tardi, che la frase “fare la giornalista” non era affatto calzante. Non esprimeva il senso concreto di quello che volevo fare, piuttosto sembrava la risposta di un’attrice ai fan impazienti di sapere quale ruolo l’attrice in questione avrebbe ricoperto nella supergettonata commedia di turno. Ho reputato opportuno, allora, rispondere alla domanda “cosa vuoi fare?” con un infinito presente, ad esempio: applicare la legge o distillare l’elisir di lunga vita. Bene nel mio caso il verbo in questione dovrebbe essere: informare. Dico, non vi sembra una parola smisurata? Non so, una sorta di pachiderma della lingua. Informare. Il sostantivo corrispondente sarebbe: informazione. Ogni sostantivo ha uno scheletro e questo, mi pare, ne ha uno biforcuto: informazione ed in-formazione. La grandezza di questa parola si dirama: da una parte la spaventevole morale – per informare intendo “formare dentro” e, accipicchia, vuole proprio dire che ogni messaggio che viene comunicato, quindi immesso in un’altra mente, in un altro universo di idee, ne modifica la morfologia, a volte anche la sostanza – dall’altra il dinamismo quasi fisico: in-formazione – un contenuto qualunque ha un’origine ed una evoluzione, come tutte le cose, dopodichè, quando nessuno ne usufruisce, si deposita in una specie di limbo e vive un momento di stasi, infine, giunge al destinatario (se vi piace di più, al consumatore finale) e qui cambia veste, a volte sino ad assumere connotati completamente diversi da quelli originari, in base al terreno che trova, cioè esperienze e umori del destinatario, appunto -. Capito, cosa c’è dietro ad un infinito presente?

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Annie Marino

anniemarino@libero.it

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