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Uno sguardo sulla Thailandia

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La “terra dei sorrisi” sta vivendo un momento drammatico: le eccessive alluvioni dei mesi scorsi hanno causato l’inondazione più severa che questo Paese abbia visto negli ultimi 50 anni.

L’acqua ha cominciato ad accumularsi nelle province del nord in Agosto, e poi, seguendo il suo corso naturale, è arrivata in quelle centrali allagandole. La situazione a inizio Ottobre era già disperata – l’acqua in molte zone superava i 2 metri d’altezza e centinaia di migliaia di persone si sono trovate senza un lavoro, senza una casa, senza nulla.

Per non allagare Bangkok, il Governo aveva fatto costruire muri di terra e dighe ai confini della capitale. Ma la natura ha prevalso rompendo le barriere e richiedendo l’apertura delle dighe per contrastare l’eccessiva pressione dell’acqua. Così anche la capitale si è trovata coinvolta – e migliaia di abitanti evacuati.

Ad oggi si può parlare di “disastro nazionale”: 3.1 milioni di sfollati, più di 500 morti e almeno €7miliardi di danni.

Parte dell’emergenza è dovuta a una gestione inefficace della situazione: le notizie incomplete, contradditorie e fuorvianti hanno dapprima sparso il panico e ora proibiscono una completa analisi dell’emergenza, mentre l’instabilità politica e la mancanza di un serio piano governativo per gestire tale disastro peggiorano la situazione.

Come al solito, chi paga le conseguenze è la gente comune. I Thailandesi sono persone semplici che sopravvivono grazie al poco che producono. E ora non hanno neanche più questo. Così, alcuni di noi exchange students all’università Thammasat di Bangkok, abbiamo deciso di aiutare questa gente rendendo il mondo consapevole della situazione e permettendo a chiunque voglia dare il proprio contributo di farlo: su www.thailandflood.org troverete altre informazioni su questa emergenza e potrete offrire un contributo per aiutare la popolazione colpita. Useremo i soldi raccolti per comperare generi di prima necessità da mandare ai bisognosi.

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La Thailandia ha davvero bisogno di noi… aiutateci ad aiutare! Grazie.

Irene Orlandi

irene.orlandi@studbocconi.it

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