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Harambee per il Brownsea Project!

Reading time: 4 minutes

harambeelogo_paars-oranje_voor_siteDi Federico Sannasardo

Il 13 novembre si è svolta all’Abnormal l’inaugurazione dell’esposizione fotografica che celebra il lavoro svolto dai volontari della Fondazione Brownsea presso la località di Nyandiwa.

Ma cos’è il Brownsea Project?

Attivo dal 1983 in Kenya, nel villaggio di Nyandiwa, è un progetto di sviluppo del territorio promosso dalla fondazione Brownsea e inserito all’interno del programma IKSPD. Ma, tra gli innumerevoli progetti e iniziative portati avanti da organizzazioni di tutto il mondo per aiutare l’Africa nel lento superamento degli storici squilibri, il Brownsea project è qualcosa di raro e quanto mai prezioso. Perché alla base di questo trentennale progetto c’è uno spirito di condivisione, di comune progettualità e di sostegno che possono essere sintetizzati nella parola “Harambee”, “Lavorare insieme”.

L’operato della fondazione Brownsea, infatti, non è volto al superamento delle emergenze, non mira alla carità e al sostegno momentaneo: il suo fine è promuovere l’autosviluppo comunitario attraverso iniziative di crescita educativa ed economica del territorio consegnando nelle mani della popolazione locale gli strumenti per affacciarsi al mondo contemporaneo con dignità e coscienza dei rischi che ciò comporta (per l’ambiente, per le persone, per le future generazioni ecc.). L’aiuto che la Fondazione Brownsea offre al villaggio di Nyandiwa è dunque costante e duraturo, volto ad instaurare legami umani e a formare esperienza.

All’interno del progetto, sulle solide e fertili basi che esso ha costruito, si instaurano le tante nuove attività che nascono dalle idee e dalle esigenze della popolazione locale e che vengono sviluppati attraverso l’abilità e l’esperienza dei gestori del Centro. L’attività principale ruota attorno al Teachers Training College, scuola per la formazione degli insegnanti nata nel 2008 su richiesta dello staff italo-keniano, della comunità e delle autorità scolastiche, che è presto diventato uno tra i migliori college dell’intero Kenya. Ad esso è legata la maggior parte dei progetti che cercano di abbracciare tutti i campi della formazione: dallo sviluppo auto-sostenibile al miglioramento delle strutture e alla formazione del personale, dallo sport alle attività artistiche e all’educazione dei bambini.

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Ogni anno numerosi studenti e giovani lavoratori prendono parte al progetto: il fine è rinnovare l’impegno con il loro entusiasmo, le loro competenze e idee, oltre a garantire ai ragazzi un’esperienza diretta di collaborazione internazionale tramite le numerose attività che riguardano la gestione del centro e lo sviluppo dei sistemi sanitario e produttivo locali. È in questo modo che il Brownsea Project diventa, nelle vite dei volontari, ben più di una nobile iniziativa: è un’esperienza di vita dal valore inestimabile. Lo si capisce dalle loro parole, dagli occhi accesi dal ricordo delle difficoltà e dei successi.

Rapportarsi con una cultura così diversa è difficile ma sempre proficuo: “Ci è voluta un’intera settimana per adattarmi ai costumi locali, per entrare nella mentalità della popolazione.” mi racconta Andrea, studentessa Bocconi, che ha soggiornato nel centro per tre settimane e che, coinvolta nello spirito di collaborazione e solidarietà, si è subito gettata nelle innumerevoli attività che le venivano proposte lavorando principalmente nei consultori locali; “Tanti sono i bisogni e le malattie in Africa e spesso gli aiuti delle altre organizzazioni umanitarie producono degli squilibri nella distribuzione di medicine e attrezzature sanitarie: dal momento che non ci sono mezzi di trasporto è indispensabile catalogare e redistribuire le medicine nelle zone dove è più alta la concentrazione di malati”.

Un’altra bocconiana, Delia, ha scelto di compiere uno stage di tre mesi a Nyandiwa, costruendo nel lungo tempo passato lì un sistema di relazioni profonde e di affetti sinceri nati dalla collaborazione, dalla disponibilità ad accogliere le idee dell’altro e a sostenerle, a farle crescere insieme: ”Tanti sono stati e sono i progetti della Fondazione: il college, l’asilo, l’allevamento di pesci, il collegamento con la piccola isola che si trova davanti Nyandiwa, e tanti sono quelli che siamo intenzionati a sviluppare attraverso la collaborazione con gli stakeholders locali.

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Ovviamente non tutti vanno a buon fine e portano frutti: alcuni decadono per i tanti problemi che si incontrano nel loro sviluppo ma quello che rimane è la voglia di fare, di portare avanti il progresso costante delle condizioni economiche e sociali della popolazione, che poi è ciò che ci distingue da tutte le altre associazioni” afferma con una punta di orgoglio. Durante il suo stage ha potuto conoscere bene la gente del posto, gente che, pur avendo una mentalità molto diversa da quella italiana, è sempre ben disposta verso lo staff del centro, disposizione che porta a superare le incomprensioni e i diverbi senza alcun rancore, qualità che, mi spiega, caratterizza la popolazione locale; Delia è sicura: un giorno tornerà a Nyandiwa.

Ma l’attività della Fondazione Brownsea è ancora di più: lo si legge negli sguardi catturati dal giovane fotografo (per passione), volontario e bocconiano, Matteo Trentini. Sono gli sguardi dei bambini i soggetti principali di queste fotografie, sguardi di una curiosità sincera, sguardi profondi e interessati di occhi scuri e sognanti, colti in pose spontanee e quasi giocose. Nei loro occhi, come in quelli degli adulti catturati nel lavoro, alla debole luce dei consultori, nelle piccole aule, è possibile scorgere l’aspettativa di un miglioramento che ancora non conoscono ma che sanno attenderli se sapranno collaborare con entusiasmo e impegno.

Se Matteo, Delia e Andrea hanno scelto di mettere le competenze da loro apprese all’università al servizio del volontariato partendo per Africa, non è certo da ritenere irrilevante il contributo che ciascuno di noi può dare alla Fondazione Brownsea da qui, dall’Italia, con una piccola offerta e con la partecipazione ai prossimi eventi dell’organizzazione, per conoscere, confrontarsi e imparare.

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