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Off Campus

The Evolution of Learning in Bocconi

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learningDi Enrico Anedda

Pare che l’aula del futuro avrà forma circolare e gli studenti saranno seduti intorno al professore che spiegherà grazie all’aiuto di ologrammi proiettati al centro della stanza. Forse non esisteranno neanche più delle aule fisiche; sarà tutto in distance learning. Nel frattempo, qualcuno in Bocconi discute del futuro dell’apprendimento nella nostra Università: si tratta del BETA, la Bocconi Education & Teaching Alliance, il cui presidente è Luigi Proserpio, delegato dal Rettore per l’innovazione dell’apprendimento e della didattica.

Appena arrivo nel suo studio (che in realtà, più che ai dipartimenti Bocconi sembra appartenere a una startup della Silicon Valley vista la quantità di oggetti colorati e scritte da brainstorming sui pannelli di vetro) sento che all’interno si discute animatamente, così aspetto qualche secondo e mi avvicino per fargli capire che sono arrivato. Al mio timido “Buongiorno” segue la domanda di uno dei professori presenti: “Lei come convincerebbe uno studente a impiegare un’ora, magari due, a scaricare dei programmi che migliorerebbero le sue modalità di apprendimento di nuovi dati e contenuti?” Capisco che qualcosa sta bollendo in pentola e che forse non si tratta di un semplice progetto a termine; forse qualcuno pensa sul serio a cambiare il paradigma dell’apprendimento Al futuro.

Il progetto BETA nasce due anni fa durante gli ultimi mesi di Guido Tabellini alla carica di Rettore, e sarà inizialmente di supporto ai docenti, un’ occasione per discutere di pedagogia e di cosa succede nel mondo. Il primo approccio sarà tramite seminari: Tecnologia e Didattica, Didattica per Aule Internazionali, e il corso TEP, il Teaching Excellence Program che è una sorta di Welcome in Bocconi per quei docenti che provengono da altre universitàQuesto è un luogo in cui a settembre   si discute con poche decine di persone su come massimizzare il rapporto tra docenti e studenti, come implementare l’efficacia didattica, le tecniche d’insegnamento.

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Il professor Sironi, l’attuale Rettore, ha invece un approccio improntato maggiormente alle sfide che la tecnologia muove alla didattica tradizionale. Intravede il neonato progetto Beta come qualcosa che possa spingere l’acceleratore sull’innovazione nel concreto. Quindi si passa da una discussione dei docenti sulle tecniche dell’apprendimento a un progetto sperimentale con due obiettivi: il primo, che gli esperimenti siano differenziali, cioè che facciano capire che in Bocconi si fanno cose che le altre università competitor non offrono, presentando la Bocconi come valore aggiunto all’insegnamento universitario tradizionale. Il secondo obiettivo è quello di creare esperimenti scalabili, che non siano operativi solo a livello di un singolo professore o corso. Insomma un’evoluzione strutturale con un budget e una direzione condivise con il rettorato. La terza caratteristica di BETA è la creazione di una forte alleanza (da qui la A di Alliance) con gli organi di staff che fanno un lavoro fondamentale in Bocconi e che non sempre sono posti in evidenza: Logistica e Infrastrutture, IT, Divisione Didattica, Biblioteca.

Dopo un lungo progetto e una lunga sperimentazione in un’aula-prototipo sotto la SDA, si è arrivati alla creazione delle nuove aule didattiche, implementate poi nel corso del 2014. Questi, insieme alla sperimentazione degli iPad nell’ambito del corso di International Management, sono gli effetti più evidenti della presenza di una mente tecnologica e innovativa che guarda al futuro della didattica.

L’idea che è alla base del progetto è quella di presidiare la didattica anche dal punto di vista strutturale. Iniziare a documentare e a monitorare i metodi di apprendimento e utilizzare degli strumenti che diano un vantaggio competitivo nel mondo dell’ insegnamento  e quindi un valore aggiunto all’educazione dello studente. Insomma, dei tools digitali che comunque non si dimentichino dei buoni metodi didattici.

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Attualmente BETA sta implementando nuovi ecosistemi di apprendimento composti da aule e metodologie didattiche supportate dai tools tecnologici adatti. I progetti includono, oltre quelli già citati, la produzione della prima serie di MOOC (Massive Open Online Courses) in partnership con Coursera: Financing and Investing in Infrastructure (23 mila studenti hanno seguito il corso); Managing Fashion and Luxury Companies (29 mila studenti) e infine International Organizational Behavior and Leadership (online a Gennaio).

Ai corsi di economia del primo anno ci insegnano che il lungo periodo non esiste, che nel lungo periodo saremo tutti morti. C’è però forse qualcuno che sta pensando il futuro per noi: BETA. Questo nome sembra richiamare le versioni più avanzate e innovative dei programmi software che attraverso la continua sperimentazione degli utenti, permettono di sviluppare un prodotto rivoluzionario per il consumatore. Sarà forse l’inizio di una Bocconi 3.0?

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