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Intervista a Federica Belli: una bocconiana al Master of Photography di Sky

Reading time: 3 minutes

Di Nicolò Minella

Tra i tanti bocconiani che si contraddistinguono al di fuori dell’università non poteva passare inosservata l’esperienza di Federica Belli, studentessa del primo anno BIEM, che potrete vedere in queste settimane su Sky Arte HD mentre si cimenta nella sua più grande passione, la fotografia. La studentessa originaria di Millesimo (Savona), è infatti una dei selezionatissimi protagonisti del programma Master of Photography, dove i talenti della fotografia si sfidano ogni settimana dinanzi ad una giuria internazionale di esperti che decreterà il vincitore. Prove, sfide, riconoscimento internazionale, ma anche tante amicizie ed una esperienza fuori dagli schemi. Noi l’abbiamo incontrata per farle qualche domanda e, ovviamente, per augurarle di arrivare fino in fondo.

Ciao Federica. Allora, quando e come è nata la tua passione per la fotografia?
In realtà è nato tutto abbastanza per caso, come spesso succede. Ho trovato una vecchia macchina fotografica compatta dei miei genitori quando avevo nove anni circa. Ho iniziato a fare foto nel prato vicino a casa, e riguardandole la sera ho visto che trasmettevano qualcosa che lì per lì non avevo provato. Dunque sono tornata il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora. Da quel momento è stato un crescendo continuo, ed è nata una passione che con il tempo ho imparato, spero, a gestire. Ho scattato foto a dettagli naturali per più o meno cinque-sei anni. Poi ho fatto un ritratto a mia cugina, che all’epoca era molto piccola. Facendo ritratti ho scoperto che potevo trasmettere qualcosa in più rispetto ai dettagli naturali, così ho deciso di concentrarmi principalmente su quello. Dunque per adesso mi dedico principalmente a questo settore, anche se sono aperta a tutte le tipologie in futuro.

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Com’è nata la tua partecipazione al Master of Photography?
La partecipazione nasce inviando un portfolio di 5-10 fotografie. A questo si aggiunge un video di presentazione di un paio di minuti (che tra l’altro ho girato in università). Era inizio ottobre, poi hanno approfondito con interviste via Skype e tantissimi questionari, fino a quando è arrivata la mail di selezione qualche giorno prima di Natale: è stato un bel regalo. Il tutto si è svolto in inglese, anche per testare se poi si regge la prova durante il programma tv.

In che cosa consiste la partecipazione?
Di base ci troviamo a Roma, in un agriturismo poco fuori dal centro città. Da qui ogni settimana si partecipa ad una prova differente, e a seconda della prova ci si sposta in una diversa location. A seconda per esempio che sia un ritratto (dove è necessario uno studio), oppure street photography, dove capita di viaggiare in giro per l’Europa.

Come sono i concorrenti?
I concorrenti sono tutti europei, di cui tre italiani. Siamo un gruppo molto bello ed unito. Non me l’aspettavo assolutamente, ma ho trovato una specie di famiglia. Ero partita di casa senza grandi aspettative di successo, con l’idea di trovare molta competizione, nonché con la “paura” di essere la più piccola del gruppo. In realtà tutte queste cose sono state smentite. Nonostante i differenti background e le differenze d’età, è bastato parlare pochi secondi l’uno con l’altro per notare subito che avevamo qualcosa in comune e creare un bellissimo rapporto. È stata una possibilità di confronto incredibile.

Come ci si sente a muoversi davanti alle telecamere?
Non sapevo assolutamente che cosa aspettarmi, ma presto diventa tutto un po’ parte del gioco e della quotidianità. Come per fare gli esami, le prime volte si è agitatissimi, poi diventa quasi abitudine. L’unica parte difficile davanti alle telecamere è spiegare il perché si sta facendo qualcosa, proprio mentre lo si sta facendo. La verità è che spesso viene naturale, ed è difficile trovare spiegazioni.

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Com’è stato conciliare questo impegno con l’università?
Ce l’ho fatta anche perché sono stata estremamente fortunata. Le riprese sono iniziate tre giorni dopo la sessione invernale, e sono finite prima della sessione successiva. Dunque ho saltato le lezioni, ma sono riuscita a conciliarlo bene con gli esami. Comunque sia è stata un’esperienza per cui è valsa davvero la pena, senza ombra di dubbio. Se penso ad un anno fa, quando non avevo idea di cosa avrei fatto in futuro, mi impressiona vedere quanto la mia vita sia cambiata così velocemente e così positivamente.

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