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Vedremo mai un ritorno al nucleare?

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Dopo l’apertura al nucleare di nuova generazione da parte del Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, si è tornati a parlare della questione energetica riguardante il nostro Paese. Ma perché si è tornati a parlare di questa tematica e quali potrebbero essere i vantaggi di un ritorno al nucleare? 

Negli ultimi anni, una parte sempre più rilevante della comunità scientifica, sta considerando il ritorno all’energia nucleare da parte dei vari Paesi che l’hanno abbandonata una via che andrebbe percorsa, al fine di aggiungere un ulteriore elemento di contrasto ai cambiamenti climatici. Anche alla luce dell’ultimo report redatto dall’ipcc (il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), è evidente che l’unica via per contrastare questo fenomeno sia quella di ridurre il più possibile le emissioni di gas serra, che per circa tre quarti del totale derivano dalla produzione di energia. Infatti, attualmente l’84% dell’energia che produciamo proviene dai combustibili fossili, mentre il nucleare ne produce il 4,3%, e insieme alle altre fonti a basse emissioni raggiunge solamente il 16% del totale. 

Finora le fonti di energia rinnovabile non hanno aiutato molto: nonostante le installazioni stiano aumentando molto velocemente il consumo di energia cresce a una velocità tale per cui i combustili fossili che bruciamo per la produzione di energia continua ad aumentare di anno in anno. L’alternativa del nucleare, invece, per quanto non sia rinnovabile, permette di produrre grandi quantità di energia, con emissioni di gas serra minime rispetto ai combustibili fossili. Due esempi presenti all’interno del confine europeo sono Francia e Svezia; l’energia nucleare in Francia genera circa il 70% dell’energia elettrica prodotta in totale nel Paese, mentre in Svezia circa il 30%.  L’utilizzo del nucleare su larga scala e, nel caso della Svezia, un utilizzo massiccio dell’idroelettrico, permette ai due paesi di ridurre drasticamente il loro livello di emissioni. 

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Inoltre, non è pensabile nel breve periodo di riuscire a utilizzare quasi esclusivamente fonti di energia rinnovabili fino a che non si risolverà il duplice problema dell’affidabilità e della stabilità. Questo enorme problema per essere risolto necessiterebbe di enormi capacità di stoccaggio, ma attualmente è una sfida contro il tempo, e difficilmente saremo in grado di effettuare questa transizione abbastanza velocemente da sostituire i combustibili fossili in tempi utili. Anche tenendo in considerazione che, a seguito della necessità di elettrificare settori che attualmente fanno uso di combustibili fossili, inevitabilmente l’elettricità di cui avremo bisogno crescerà notevolmente. 

Quindi vedremo mai un ritorno del nucleare nel nostro Paese? Innanzitutto, è opportuno dare uno sguardo alla storia del nucleare in Italia. In passato, infatti, il nostro Paese ricopriva un ruolo importante in merito; abbiamo prodotto energia grazie al nucleare dagli anni Sessanta, in cui eravamo il terzo paese occidentale per potenza nucleare installata, fino al 1990, quando a seguito dei referendum abrogativi abbiamo smesso di produrla. Successivamente, nel 2009 ci fu un tentativo da parte del Governo Berlusconi di rimettere la questione al centro, ma con un nuovo referendum, tenuto poco dopo il disastro di Fukushima, si bloccò l’iter. 

Attualmente dopo l’uscita del Ministro Cingolani l’unico segretario di partito che si è esposto a favore sulla questione è Matteo Salvini, che contestualmente all’aumento previsto delle bollette nei mesi a venire si è detto favorevole all’apertura di una centrale nucleare in Italia. Un no deciso invece è arrivato dall’ex premier Giuseppe Conte, che ha perfino voluto incontrare il Ministro Cingolani per ribadire la linea del Movimento 5 stelle nei riguardi dell’energia nucleare. 

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Visto il silenzio degli altri partiti, e la storia che il nucleare ha avuto nel nostro Paese nel suo complesso, per il momento lo scenario politico continua a sembrare non essere particolarmente fertile per un ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia, però sicuramente l’apertura di Cingolani potrebbe aprire una possibilità che qualche mese fa sembrava essere decisamente più lontana. 

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I am a first-year student. I am interested in politics and political communication, classical music and robotics.

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