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Perché la ricerca possa diventare azione

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Che cos’è il progetto TOP? Le prove INVALSI servono? Il 31 gennaio la Bocconi ha ospitato un evento sulla scuola e la pandemia al quale ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione Bianchi.

Fare ricerca sulla scuola e mostrarne i risultati ai legislatori è fondamentale per avere uno sguardo retrospettivo su cosa sia stata la didattica a distanza e propositivo sul futuro dell’istruzione. È questo il messaggio del convegno organizzato il 31 gennaio dal LEAP, Il Laboratory for Effective Anti-Poverty Policies di Bocconi e Fondazione Cariplo, a cui ha preso parte anche il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

La DAD è stata un’occasione per somministrare al mondo della scuola una serie di questionari e iniziare a raccogliere feedback su questo periodo, in particolare tramite le prove Invalsi. I risultati INVALSI sono peggiorati ovunque, ma le regioni andate peggio sono quelle che già nel 2019 ottenevano i punteggi più bassi, ha spiegato la dirigente INVALSI Patrizia Falzetti. E il divario tra i risultati del 2019 e quelli del 2021 è più ampio tra i ragazzi più avanti con gli studi.

La DAD ha acuito disuguaglianze che erano già presenti nella popolazione scolastica. Lo stesso Ministro ha sottolineato che le modalità di scuola a distanza sono state messe in atto dagli istituti con le proprie risorse e che, quindi, le scuole che in partenza ne avevano meno non sono riuscite a garantire un servizio adeguato.

Altri dati arrivano dall’analisi condotta da Adriana Di Liberto dell’Università di Cagliari su un campione di 123 scuole secondarie di II grado. L’indagine mostra che nella grande maggioranza dei casi ci si è limitati a riprodurre integralmente online il quadro orario e l’impianto didattico tradizionale, anche se i dirigenti scolastici sostengono che sono stati offerti al personale docente diversi corsi sulla modernizzazione dei metodi didattici e sulla digitalizzazione.

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Il 73% degli studenti dichiara di aver avuto difficoltà a mantenere l’attenzione durante la DAD. Le cause possono essere molteplici, dalla distrazione dello strumento digitale di per sé alla mancanza di stimoli di una serie di lezioni frontali, dalla mancanza di banda adeguata alle distrazioni della casa. Più era precario lo status sociale della famiglia, peggiore è stato il rendimento dei ragazzi.

Un altro problema emerso in questo periodo di pandemia, denunciato in particolare dagli insegnanti, è quello dell’abbandono scolastico. Anche in questo caso, ha chiarito la direttrice generale del Ministero dell’Istruzione Gianna Barbieri, esiste un sistema di monitoraggio e raccolta dati che consente di individuare con certezza chi non si iscrive all’anno successivo.

Una delle iniziative che hanno contribuito a mitigare gli effetti negativi della pandemia ha visto come protagonisti gli studenti universitari milanesi e sarà ripetuta anche quest’anno. Promosso da docenti dell’Università Bocconi (Eliana La Ferrara, direttrice del LEAP), della Harvard Kennedy School (Michela Carlana) e dell’Università Bicocca, il Tutoring Online Programme (TOP) ha permesso ad alcuni ragazzi svantaggiati delle scuole medie di avere assistenza nei compiti da parte di quasi-coetanei studenti universitari. Questi ultimi hanno seguito un programma ad hoc di formazione socio pedagogica organizzato dalla Bicocca e hanno avuto a disposizione un sostegno in caso di problemi di interazione con i ragazzi più piccoli.

Il progetto TOP, finanziato da Fondazione Cariplo e Fondazione Invernizzi, ha visto molti ragazzi delle università lombarde mettersi a disposizione per offrire aiuto in videochiamata, e la sua efficacia è stata validata dai dati raccolti alla fine del percorso attraverso questionari. La collaborazione ha aiutato gli studenti delle medie a ottenere risultati migliori, motivazione e aspirazioni professionali e gli universitari a fare un’esperienza importante dal punto di vista socio-emotivo. L’indagine ha infatti rilevato un miglioramento nella loro capacità di empatizzare con il prossimo. Nonostante il progetto sia nato in un momento di emergenza, l’idea è di farlo continuare, visti i buoni risultati delle prime due edizioni, per estendere il servizio a più studenti possibile. La terza edizione è stata presentata nel corso del convegno e gli universitari interessati possono candidarsi come tutor fino al 28 febbraio, scrivendo una mail a top@unibocconi.it

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Il video della conferenza sarà disponibile in versione integrale sul canale YouTube dell’Università Bocconi.

Author profile

I'm Chiara Todesco, I live in Milan where I'm attending the first year at Bocconi’s bachelor in International Politics and Government. I have done classical studies at liceo classico Carducci and I'm interested in humanities and politics.  I like to study and deepen my knowledge about international dynamics. I'm active in my territory as “consigliera di municipio”.

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