Abbandonare tutto per sei mesi, vivere nella taiga siberiana tagliando legna, bevendo vodka e leggendo. Svegliarsi con panorami sconfinati in chilometri di solitudine. E poi scrivere, cercando di restituire tutto questo a chi non l'ha mai vissuto, fermo nella frenesia della vita in società. Il prodotto di tutto questo è il diario di Sylvain Tesson "Nelle foreste siberiane", in un libro che chiede a gran voce di fermarsi a riflettere, di guardarsi attorno, solo, e lasciarsi avvolgere.
Ore 23:45, l’aria si è fatta fredda e il cielo non promette nulla di buono. Sono con un mio amico, siamo in macchina a fumare l’ultima sigaretta nel parcheggio della chiesetta vicino a casa mia. Tutto attorno tace; la…