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Behind the scenes of our latest event: Intervista a Luisa Ausenda

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Da studentessa del CLEACC a manager per una galleria a L’Avana. Luisa Ausenda si racconta a Tra i Leoni in un’intervista.

Si definisce “proud alumna” Bocconi. Ex cleacchina, è International Sales Manager e Project Manager di Galleria Continua, la prima e unica galleria non cubana a Cuba. Ha deciso di proseguire i suoi studi all’Università dell’Avana con un Master in Storia dell’arte moderna e contemporanea. Tra le opere che le stanno più a cuore, Again and Again dell’artista kosovaro Sislej Xhafa: una performance, in cui un’orchestra d’archi suona Adagio for strings diSamuel Barber indossando passamontagna neri. E prosegue con l’Adagio, una volta terminati gli applausi del pubblico.

È molto altro, Luisa Ausenda. L’ho intuito già durante la nostra prima chiacchierata, in occasione del nostro ultimo evento, tenutosi il 4 novembre e intitolato “Blockchain, NFT e arte digitale”. Evento di cui è stata protagonista, insieme al gallerista Deodato Salafia e al ricercatore ed esperto di blockchain Giacomo Vella. L’incontro, moderato da Marco Bassini, professore associato di diritto costituzionale all’Università Bocconi, ha visto i membri del panel confrontarsi per un’ora e mezza sul tema, e le loro opinioni convergere verso una posizione favorevole al cambiamento e all’innovazione delle forme in cui l’arte di volta in volta si estrinseca.

Immagino che Deodato Salafia si riferisse invece alla sostanza, quando ha detto che “L’arte o è gratuita, o non è”.

E allora – ho voluto domandare a Luisa – chi vende arte, cosa vende in realtà?

Non sono d’accordo con questa affermazione. L’arte commerciale è, come ogni altra cosa che si può vendere, una commodity. Questo non vuol dire che sia solo una commodity, ma che ha questa qualità.

Dove ti trovi ora (e perchè)?

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Mi trovo a Dubai per l’apertura del pop up di Galleria Continua nel famoso hotel simbolo della città, il Burj Al Arab. La Galleria, nata 31 anni fa a San Gimignano, oltreché in Toscana ha sedi a Pechino, Les Moulins, L’Avana, Roma, San Paolo (Brasile) e Parigi.

Qual è tua la prossima tappa?

Fra una decina di giorni viaggerò a Miami per la fiera Art Basel Miami e poi all’Avana. Tornerò a Dubai in gennaio.

E nella vita? 

A gennaio, marzo e aprile continuerò a coordinare, insieme a una collega, il pop up di Galleria Continua Dubai e a curare mostre di arte cripto. In questo momento sto curando con Gladys Garrote, co-fondatrice del nostro collettivo curatoriale, ClitSplash, la mostra d’arte cripto ‘Erotika’, che sarà online su Arium.xyz dal 29 novembre al 8 dicembre e accessibile attraverso una postazione fisica presso ‘Pleasure town’, una mostra nell’edificio di fianco al Bass Museum. Inoltre, sto preparando con Milano5vie la prima mostra d’arte cripto e design che inaugurerà a Milan Design Week 2022.

Da Via Sarfatti a L’Avana. Come è successo?

Prima di arrivare all’Avana lavoravo a Rodeo Gallery, una galleria a Istanbul in procinto di chiudere il suo spazio in Turchia per concentrarsi sulla sede londinese. Quando sono venuta a sapere che Galleria Continua avrebbe aperto una sede all’Avana ho chiesto alla responsabile Ufficio Stampa (con cui ero in contatto dacché avevo scritto un articolo su una loro mostra) se avevano bisogno di qualcuno (oltre ad avere un po’ di esperienza nel mondo dell’arte parlo spagnolo). La risposta fu “no, ma ci piace il tuo entusiasmo. Se ti occupi tu di volo, visto e alloggio, ti prendiamo in prova per un mese”. Superai la prova e rimasi all’Avana per sei anni, i primi quattro dei quali da direttrice ad interim mentre cercavamo una direttrice locale…

Il CLEACC in due aggettivi.

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Utile. Ben strutturato.

Galleria Continua in due aggettivi. 

Visionaria. Continua.

Io aggiungerei “audace”. La scelta, certamente anche politica, di portare la Galleria a Cuba che risposta ha avuto? 

Abbiamo ricevuto l’attenzione di tutto il mondo dopo l’apertura a Cuba nel 2015. Non solo il mondo dell’arte ha scritto abbondantemente su di noi, ma anche media outlet come Economist, Financial Times e The Guardian. Nel 2015 siamo stati la prima (e tuttora siamo l’unica) galleria ad aprire uno spazio sull’isola dal cosiddetto trionfo della rivoluzione, nel 1959. L’attenzione si è mantenuta forte in questi anni anche grazie ai grandi progetti che abbiamo presentato sull’isola, con artisti come Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto e Jannis Kounellis, e grazie a quelli portati all’estero con decine di artisti cubani, dai più noti agli emergenti.

Come si svolge lo scambio con l’esterno di Galleria Continua?

Galleria Continua ha una grande mailing list globale e varie specializzate sui sei paesi dove ha sedi e sulla stampa. Inoltre, è attiva su tutti i principali social e nelle principali sedi e realizza progetti con i suoi 60 artisti in tutto il mondo.

L’esame che più hai odiato?

Bilancio e statistica a pari merito sul podio!

Hai già visitato la Bocconi Art Gallery?

Se non sbaglio la visitai sul nascere e pensai che avrebbe potuto aprirsi di più agli artisti emergenti. Dovrei tornarci, però, sono passati vari anni da quella visita.

“Visionaria” e “continua”, allora, potrebbero essere gli attributi-guida per il futuro dello spazio espositivo in Bocconi.

Da parte nostra, ci auguriamo di rivedere presto Luisa Ausenda nel nostro Ateneo. Magari per una collaborazione tra Galleria Continua e Bocconi Art Gallery…

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Editorial Director

Born in 2000, she started talking and rebelling very early and never stopped. Currently a CLEACC student, in the free time she enjoys writing, philosophising and listening to techno.

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