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MOOT: Motivazione, Orgoglio, Onore. Talento!

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 “Post-moot depression (n.) also known as post-moot syndrome” è la sindrome che affligge il team Bocconi reduce dal XIX Willem C. Vis International Commercial Arbitration Moot competition a Vienna, conclusasi lo scorso 6 aprile.

 Invero non è affatto semplice per i nostri Margherita Eufemi, Domenico Garofalo, Francesco Nisi, Maria Irene Perruccio e Fabio Santacroce tornare alla realtà quotidiana dopo mesi di duro allenamento e aspra contesa, che li ha visti battersi strenuamente contro 281 squadre, in rappresentanza di università di tutto il mondo (e di indiscusso prestigio), quali Oxford, Cambridge, Sorbona, LSE, Queen Mary, NYU, Berkeley, Columbia, Fordham Yale, Harvard e le favoritissime University of Belgrade e Victoria University of Wellington, (per citarne solo alcune).

 Determinanti, ai fini dell’onorevole risultato finale, strategia e tattica apprese dai loro brillanti coach, l’avv. Michelangelo Cicogna e l’avv. Jacopo Piemonte, rispettivamente partner e collaboratore dello studio De Berti Jacchia Franchini Forlani, come pure dall’avv. Stefano Azzali e dalla dott.ssa Benedetta Coppo della Camera Arbitrale di Milano, sempre a fianco del valoroso schieramento.

Supporter d’eccezione, nonché preziosi consiglieri, i loro predecessori, quegli studenti che negli anni scorsi hanno affrontato la medesima sfida, con i risultati eccellenti che noi tutti ricordiamo.

 La W. Vis Moot rappresenta di fatto l’esperienza più prossima alla futura attività che uno studente universitario di giurisprudenza possa compiere, assumendo carattere di straordinaria esperienza personale e professionale.

Strutturata in due segmenti, essa prevede una fase scritta ed una orale.

Nella prima si richiede l’analisi di uno specifico caso, la ricerca e la consultazione dei testi utili ai fini della redazione delle memorie di attore e convenuto. Nella seconda gli studenti sono chiamati a comparire dinanzi ad una Corte, ad organizzare un discorso di 15-20 minuti in difesa del proprio cliente, da presentare nel corso dell’udienza arbitrale ai tre giudici ed ai colleghi della controparte, quindi a rispondere a tono e prontamente ad eventuali obiezioni sollevate da questi ultimi.

Una sfida che li ha visti affinare le loro armi ed esercitare le loro abilità di advocacy, di interpretazione, di oratoria, di ricerca e consultazione di testi, di organizzazione delle argomentazioni giuridiche, di applicazione della norma ai fatti, di presentazione ed immediata riorganizzazione della replica, di confronto costante con i compagni prima, con i giudici poi, infine con gli avversari, nel più rigoroso rispetto dello stile e delle formalità tecniche.

Un lavoro, quello di Margherita, Domenico, Francesco, Maria Irene e Fabio, serio, scrupoloso, sistematico tale da non passare inosservato. Agli occhi di nessuno!

A loro l’onore della top 16, ceduto il passo solo dinanzi all’indiana NALSAR University of Law di Hyderabad, risultata poi vincitrice finale dell’intera competizione.

A loro l’onore delle due Honorable Mentions: il Werner Melis Award – Best Memorandum for Respondent ed il Frédéric Eisemann Award – Team Orals.

A loro l’onore di rappresentare, ancora una volta, la migliore squadra italiana, confermando così l’intuizione del Prof. Giovanni Iudica, primo a presentare alla competizione una squadra italiana, la Bocconi School of Law.

“Et facere et pati fortia bocconianum est!”

Maria Lucia Passador

marialucia.passador@gmail.com

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