Nelle ultime settimane, l’argomento privilegiato dei titoli di giornali di tutto il mondo è se esista veramente o no un bullismo politico internazionale che si diffonde a macchia d’olio tra i Capi di Stato del mondo. Ma prima di chiederci se esista davvero un bullismo politico, bisogna dare un significato a questi due termini che insieme potrebbero sembrare discordanti.
Bullismo secondo il suo significato letterale è un “atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche in ambienti scolastici o giovanili”. È un fenomeno sociale che si espande e si fortifica nelle scuole.
Politico denota ciò che “riguarda la politica, cioè l’arte del governo, l’esercizio dei pubblici poteri, l’amministrazione dello stato e, in genere, la vita pubblica”.
Quindi, se guardiamo al significato letterale, sembra che non abbiano niente in comune, ma se scaviamo un po’ di più e analizziamo il concetto con diversa interpretazione allora là potremmo vedere dei punti di coincidenza.
Non è un caso che queste due parole vengano accostate per indicare un fenomeno di prepotenza e di superiorità che Capi di Stato cercano di avere nei confronti di altri stati più deboli. L’esempio più evidente nel panorama internazionale attuale è indubbiamente il neoeletto presidente USA Donald Trump.
La corsa alla presidenza USA 2024 ha comportato diversi atti politici controversi in cui anche schierarsi risultava difficile per l’elettorato, che assisteva a episodi di banalità e mediocrità politica. Da un lato al tipico populismo di Dio, Patria e Famiglia mentre dall’altro all’incapacità di attrazione e vicinanza popolare. I risultati hanno portato all’elezione di una figura che interpreta l’ago della bilancia però di equilibri precari e instabili.
Basti pensare all’oriente e al conflitto tra Russia e Ucraina, due capitoli di storia che tutto il mondo si trascina da generazioni. Essi sono l’esatta rappresentazione di come l’ordine e la stabilità internazionale possono facilmente alterarsi fino a creare scenari drammatici come la guerra.
Ma ritornando alla domanda iniziale, esiste un bullismo politico internazionale? La risposta a mio parere è sì e proviene proprio da coloro che sono in una posizione di preminenza su un altro che invece è in una posizione di sottomissione.
L’accostamento delle due parole nel periodo storico in cui viviamo non sembra azzardato, anzi tutt’altro, è la giusta descrizione di ciò che accade nell’assetto geo-politico internazionale, in cui la sovranità di uno stato viene sminuita da quella di un altro.
Tutto ciò non è nuovo alla storia: potremmo chiederci se anche durante la guerra fredda o il colonialismo ci sia stato un bullismo politico internazionale. Il problema diventa capire per quanto può essere sostenibile una situazione del genere. Tutto ciò sarà sicuramente dettato dalla solidità e dalla volontà degli stati di preservare la propria sovranità.