Che cos’è la competitività? E soprattutto come si diventa competitivi in un mondo così dinamico e tecnologico? Queste sono le due domande a cui durante la giornata organizzata dal Foglio, “La competizione non fa paura”, gli ospiti hanno cercato di dare una risposta.
L’evento ha visto una platea gremita e una lista di ospiti di grande prestigio: giornalisti, professori, componenti delle istituzioni e del mondo politico, tutti impegnati a rispondere a questi interrogativi. Non sono mancate critiche sulla gestione dei fondi pubblici, sul PNRR e sulla giustizia, ma l’obiettivo comune era dimostrare che cosa sia la competitività e come raggiungerla.
La giornata è stata dedicata alla comprensione del momento storico attuale, con l’obiettivo di creare una nuova agenda basata su tre punti da sviluppare: innovazione, attrattività e competitività. Questi tre temi sono stati declinati in modo diverso dai vari relatori. Il Responsabile della Comunicazione del Banco BPM, in qualità di ospitante dell’evento, ha posto l’accento sulla concorrenza e sull’importanza della democrazia come fattore determinante del vivere occidentale, entrambi fanno parte dell’equazione che rende il sistema economico solido e attrattivo. Si è evidenziato come il fattore competitivo sia il sapersi adattare al cambiamento e come si possano supportare le imprese anche grazie alla cosiddetta biodiversità bancaria. Le imprese non più come il solo motore finanziario ma creatori di valore per il territorio tramite la cooperazione e l’equilibrio di più agenti sociali.
Tra i temi trattati durante la giornata non sono mancate le riflessioni su infrastrutture, rigenerazione urbana, protezione del territorio e, soprattutto, sugli aiuti per la casa. Numerosi ospiti hanno sottolineato che digitalizzazione, potenziamento e rigenerazione sono le tre chiavi per rendere il paese più competitivo sui mercati internazionali, rendendolo stimolante ed attrattivo. Il disagio abitativo di milioni di famiglie acuito dall’aumento dei prezzi e dei costi delle abitazioni è stato indicato come una priorità delle questioni pubbliche da risolvere, per garantire un sistema solido con più agenti che cooperano tra di loro e per una maggiore equità sociale. La casa come un modello di valori.
Un altro argomento di grande rilevanza è stato il debito pubblico e la difesa europea. L’economista Veronica De Romanis ha spiegato come in un contesto di elevato indebitamento, gli spazi di manovra in un paese si riducano drasticamente. Ha sottolineato di non limitare la spesa pubblica alla sola difesa, ma di destinarla anche a sanità, istruzione e infrastrutture. Il debito non è un alibi. Ridurre, ricomporre e selezione le spese sono stati indicati come obiettivi fondamentali per i governi.
Si è discusso anche di salari reali e inflazione, fenomeni che preoccupano la popolazione, e soprattutto la porzione socialmente ed economicamente svantaggiata. È emersa la necessita di politiche economiche che promuovano equità e stabilità.
Inoltre, è stato trattato il tema dell’istruzione e degli investimenti nelle scuole come elementi essenziali affinché si possa avere un sistema paese che funzioni, che sia equo ed equilibrato e che possa essere competitivo in qualsiasi mercato. Il valore della conoscenza come propulsore per le nuove generazioni di imprenditori ed imprenditrici; molteplici ospiti hanno precisato come uno degli ostacoli principali per la crescita di un paese sia la fuga dei talenti e cercare di trattenere il capitale umano che emigra verso altri paesi. L’investimento sui giovani e sul ricambio generazionale come un rimedio alla sedentarietà del mercato e alla lentezza delle imprese.
In conclusione, si è discusso dell’Europa come garante dell’unità e del mercato libero, in cui i dazi di Trump non fanno paura e non trascinano aziende verso la crisi. Il valore del Made in Italy che non è costituito solo da manifattura, moda ed export, ma è composto da persone che creano valore attraverso il loro lavoro; un lavoro che adesso è affiancato anche dall’intelligenza artificiale, una nuova frontiera di scoperta e un’opportunità per l’Italia di crescita.
Dagli interventi è emersa una risposta per ogni domanda posta all’inizio dell’evento. La competitività è la somma di fattori di crescita, attrattività e investimenti, raggiungibile tramite la cooperazione e l’integrazione di capitale e lavoro.