31 August 2026 – Monday
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Guida completa per superare la fine di un amore

Si fa sempre un gran parlare del “primo amore”, ma quale è il primo amore? Non necessariamente è la persona le cui labbra si sfiorano per prime, né il primo bacio passionale, non è necessariamente neanche la prima persona a cui si dice “ti amo”, o la prima con cui si passeggia mano nella mano, non è nemmeno detto che sia la prima persona con cui si scoprono le meraviglie e le insidie del sesso. 

Il primo amore è quella persona che ti fa capire che, prima di allora, non hai mai amato. È quella persona che ti fa capire che, prima di allora, non hai mai davvero visto l’azzurro del mare, il verde dei prati, la bellezza di un cielo stellato. È quella persona con cui, per quanto passionale sia, non farai mai sesso, perché quello si può fare con chiunque, anche con uno sconosciuto del bar, ma farai sempre l’amore, che è quell’atto in cui due cuori si parlano e due anime si incontrano tenendosi per mano. 

Nonostante sia assolutamente involontario, innamorarsi è tra le esperienze più difficili che ci siano, perché per innamorarti devi metterti a nudo, devi mostrarti all’altra persona per tutto ciò che sei, pregi e difetti, forze e insicurezze, e perché per innamorarti devi metterti in gioco, un gioco crudele e spietato, che può restituirti questa ricompensa meravigliosa che è un’anima affine con cui attraversare la vita tenendosi per mano, ma che può anche portarti a, per essere molto diretti, prendere un palo, o un due di picche, se si preferisce. E chiunque se ne sia mai preso uno – quindi ogni singola persona che abbia mai giocato a questa sorta di affascinante roulette russa – sa perfettamente quanto la possibilità di vedersi rifiutato sia così dolorosa da fermare anche i più arditi dal tentare la sorte. 

E allora perché, di fronte a questa enorme e terribile possibilità del rifiuto, continuiamo a provarci? Perché la persona giusta farà sì che sia valsa la pena di tutta l’attesa e di tutto il dolore. Perché la persona giusta ti insegnerà tutto ciò che conta nella vita, come che la spugna dei piatti va sciacquata e strizzata dopo ogni volta che la si utilizza, o che setacciare la farina non è solo un’inutile invenzione dei pasticceri, ma serve effettivamente a qualcosa. Perché la persona giusta ti vedrà correre attraverso la vita e ti prenderà per mano per farti capire che, a volte, più spesso che non, piuttosto che avere fretta è meglio passeggiare. E, con un po’ di fortuna, si continuerà a passeggiare insieme, ridendo insieme in faccia alla sorte, che ha rischiato di non farvi incontrare mai.  

L’amore è qualcosa per cui, in ogni tempo e in ogni luogo, varrà sempre la pena lottare, perché è ciò che muove tutto l’universo, è ciò che fa stare in silenzio il mondo intero quando non si sente altro che confusione. E una volta che lo si trova, bisogna faticare per tenerselo stretto, perché nella vita è troppo facile separarsi per sempre dalle persone; quindi, quando si incontra qualcuno di speciale, di davvero speciale, si deve lottare con tutta l’anima per tenerselo stretto: perché sono rare le persone che non si limitano a sopportare le nostre stranezze, ma le amano per davvero. 

E allora, come si supera la fine di un amore, del primo amore? Se si è fortunati, non si supera. Se si è fortunati, il primo amore sarà stato così bello che lo si vorrà portare per sempre in un angolo della propria anima, così bello che gli occhi di quella persona saranno sempre in grado di avere una conversazione con i propri, anche senza che venga detta una parola. Se si è fortunati, il primo amore è quello che ti cambia la vita, quello che ti fa fare il fantomatico “giro di boa”, che ti insegna che la vita può essere molto più bella e molto di più di quanto avresti mai pensato. 

Sai, c’è chi dice che esistano infiniti universi paralleli, perché in ognuno di essi si sviluppano tutte le possibili combinazioni di tutti i mondi esistenti. Ma alla fine non importa quante infinite realtà esistano, perché ciò che so è che in ognuna di esse tu sei la mia aragosta e io sono la tua: spetta solo a noi decidere se credere alla scienza o a Phoebe Buffay. 

marta.ribaldone@studbocconi.it |  + posts

Born in Genova, I believe the best tool when writing is wit. Currently attending my fifth year in Bocconi’s Law School.

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