5 July 2026 – Sunday
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Oscars 2025: sfida generazionale tra Brody e Chalamet per la vittoria

Giunta ormai alla sua novantasettesima edizione, la notte degli Oscar del 2 marzo 2025 assegnerà nuovamente le ambite statuette nelle varie categorie previste. Sebbene spesso i riconoscimenti non siano caratterizzati da grande incertezza, poiché anticipati dai premi della stagione cinematografica, come i Golden Globe e i BAFTA, quest’anno molte assegnazioni rimarranno imprevedibili fino all’ultimo momento. 

Tra le numerose categorie meritevoli di attenzione, una in particolare ha catturato il mio interesse: quella per il miglior attore protagonista. 

Le performance degne di nota quest’anno non mancano. Tra i candidati figurano interpreti di spicco come Ralph Fiennes, nel ruolo del cardinale Thomas Lawrence, e Sebastian Stan, che porta sullo schermo la figura del neoeletto presidente statunitense Donald Trump in The Apprentice. Tuttavia, secondo gli esperti, la contesa per l’ambita statuetta sarà principalmente tra il veterano Adrien Brody e il più giovane Timothée Chalamet

Questa sfida non rappresenta soltanto un duello tra due attori di straordinario talento, ma anche un confronto generazionale. Se Chalamet dovesse aggiudicarsi il premio, infrangerebbe il record che Brody detiene da oltre vent’anni. Nel 2003, infatti, quest’ultimo vinse l’Oscar per Il Pianista, diventando, a 29 anni e 343 giorni, il più giovane attore a trionfare nella categoria e superando il primato di Richard Dreyfuss, risalente al 1978. Un’eventuale vittoria di Chalamet segnerebbe dunque un nuovo capitolo nella storia dell’Academy. 

A rendere ancora più imprevedibile l’esito della premiazione è la distribuzione dei riconoscimenti nel corso della stagione cinematografica. Se infatti Golden Globe, Critics’ Choice Awards e BAFTA sono stati assegnati in maniera univoca ad Adrien Brody per The Brutalist; il SAG Award—spesso indicativo delle preferenze degli attori membri dell’Academy—è invece andato nelle mani di Timothée Chalamet. Questa spaccatura tra i premi mantiene la competizione ancora più aperta, alimentando l’incertezza fino alla notte della cerimonia. 

Entrambe le interpretazioni meritano grande considerazione, pur distinguendosi per genere e approccio al personaggio. A Complete Unknown, biopic musicale incentrato su Bob Dylan, si concentra non solo sulla sua vita privata, ma soprattutto sul suo percorso artistico. The Brutalist, invece, alterna il racconto dell’architettura e delle sue (im)perfezioni a un’intensa esplorazione interiore del protagonista, l’architetto ungherese László Toth, soffermandosi sulle sue insicurezze, sulle ambizioni personali e sulle dinamiche familiari. Il film crea un costante dialogo tra razionalità artistica e profondità emotiva, rendendo l’esperienza narrativa particolarmente stratificata. 

Un aspetto imprescindibile è la dedizione con cui entrambi gli attori hanno affrontato i rispettivi ruoli. Chalamet ha lavorato a lungo alla sua interpretazione, dovendo anche far fronte ai ritardi causati dalla pandemia da Covid-19. Brody, invece, ha affinato con cura l’accento ungherese per immedesimarsi nel personaggio, attingendo anche delle sue origini familiari. 

Chalamet riesce a restituire perfettamente la natura sfuggente di Dylan, incarnando il concetto di “perfetto sconosciuto” che dà il titolo al film. La sua capacità di restituire le molteplici sfaccettature della leggenda musicale, senza mai incasellarla in una dimensione rigida, è notevole, così come la sua performance canora, elemento imprescindibile in un’opera di questo genere. Tuttavia, dal mio punto di vista, l’interpretazione di Adrien Brody si distingue per potenza e profondità. La delicatezza dei temi affrontati in The Brutalist, unita alla complessa evoluzione (o involuzione, a seconda dell’interpretazione) del personaggio, rende la sua prova attoriale straordinariamente intensa. Il suo meticoloso lavoro sull’accento, la capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso lo sguardo e il crescendo drammatico che pervade i 215 minuti del film mi portano a ritenere la sua interpretazione superiore. 

Non nascondo però che il mio giudizio possa essere influenzato dalla grande stima che nutro nei confronti di Brody, attore che seguo da anni e la cui interpretazione di Władysław Szpilman in Il Pianista considero tra le più toccanti ed evocative di sempre. 

In definitiva, sebbene la competizione sia serrata, gli esperti del settore danno Brody leggermente favorito. Se dovessi esprimere una preferenza, propenderei per lui, sia per la qualità della performance sia per il legame che ho maturato nel tempo con le sue interpretazioni. 

Nella notte tra domenica e lunedì scopriremo il verdetto. Come in ogni grande competizione, che vinca il migliore

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