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Il Carnevale: un po’ per celia e un po’ per non morire

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Il Carnevale è stato sempre vissuto come un momento di libertà, svago, ribaltamento dei ruoli. In questo articolo, esploriamo le origini di due degli eventi più famosi di questo periodo: il Carnevale di Venezia e quello Ambrosiano.

Le origini del carnevale  

Semel in anno licet insanire: una volta l’anno è lecito impazzire. Così i Romani parlavano dei Saturnali, i giorni dello scherzo, del gioco, i giorni in cui il mondo si capovolgeva e quasi per magia il padrone diventava schiavo e lo schiavo diventava il padrone. Nasce in questo periodo la tradizione di travestirsi e sempre al mondo antico, e in particolare ai culti dionisiaci greci, è legata la diffusione dell’utilizzo delle maschere. In questi giorni, le regole dell’ordine sociale si ribaltavano, quasi per istinto di sopravvivenza, per salvarsi dall’eterno ritorno del sempre uguale.  

Eppure, è solo con l’avvento del Cristianesimo che il carnevale inizia ad assumere un volto simile a quello odierno. La stessa parola “carnevale” è legata al periodo di astinenza dalla carne che contraddistingue la Quaresima: carnem levare, ovvero “eliminare la carne”, diventa quindi un modo per indicare il banchetto dell’ultimo giorno prima della Quaresima.  

Il carnevale di Venezia  

Con un editto ufficiale del Senato della Repubblica di Venezia, nel 1296 nasce il Carnevale più famoso al mondo. L’evento, inizialmente pensato come periodo dedicato al divertimento e alle feste e come possibilità per i ceti più umili di sovvertire l’autorità e deridere l’aristocrazia e l’ordine costituito, annullando le divisioni sociali, iniziava in origine la prima domenica di Ottobre per poi esplodere nei giorni precedenti alla quaresima.  

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Durante il Carnevale, gli affari dei Veneziani passano in secondo piano e ad esplodere sono gli spettacoli teatrali, allestiti in tutta la città, in un’atmosfera di gioia e eccitazione generale. Fino al 1797, il Carnevale diventa quindi un’istituzione europea. Le luci dello spettacolo si spengono con la caduta della Serenissima, per quasi due secoli. Ed è solo nel 1967 che le sfilate e i costumi tornano a popolare le calle veneziane, come una fenice che resuscita dalle ceneri: tornano la Festa delle Marie e il Volo della Colombina, una donna che dal Campanile di San Marco scende fino al Palazzo Ducale distribuendo coriandoli e caramelle sulla folla, in uno degli spettacoli più suggestivi d’Italia.  

Il carnevale ambrosiano 

Il carnevale a Milano segue regole diverse dalla tradizione della penisola. Innanzitutto, in termini di calendario: i festeggiamenti nella capitale economica d’Italia continuano fino al primo sabato di Quaresima. La ragione è rintracciabile in una leggenda che vede Sant’Ambrogio, patrono di Milano, impegnato in un pellegrinaggio a Roma: Ambrogio, all’epoca era Vescovo di Milano e chiese ai Milanesi di attendere il suo ritorno per iniziare le celebrazioni della Quaresima, celebrando così il rito delle Ceneri la prima domenica di penitenza cristiana. E così, le maschere di Meneghino, simbolo dell’eroismo milanese all’indomani delle Cinque Giornate di Milano nel 1848, e di sua moglie, Sciura Cecca, continuano a riempire piazza Duomo per 5 giorni in più. 

Eventi a Milano e dintorni per il carnevale  

Due anni fa, la fine del carnevale è coincisa, per il Nord Italia, con l’inizio della pandemia. E così, sia nel 2020, sia nel 2021, gli eventi di questo giorno sovversivo, di svago e gioia, sono stati annullati. Anche per quest’anno in parte gli eventi saranno cancellati o rimandati. A Milano si attende ancora la conferma per la grande sfilata delle maschere in centro, ma, nel periodo che coincide con il ritorno in presenza dell’intera comunità bocconiana, saranno tante le possibilità di svago offerte dalla città. E così, un po’ per scherzo e un po’ per non morire di noia e apatia, buon carnevale a tutti!

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Author profile

Just an ordinary girl who got her University wrong and should have studied literature instead. Originally from Bari (Italy), I am now a first-year BIG student. I am incredibly passionate in politics, philosophy, literature, economics but it would be more correct to say that I mostly die of curiosity for everything that happens around me: my challenge is to try to put all the emotions the world  unleashes in me into words.   

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