Nel 1901 il Premio Nobel per la pace viene assegnato allo svizzero Jean Henri Durant per il suo impegno nella fondazione della Croce Rossa. Di nuovo nel 1917, nel corso della Pima Guerra Mondiale e in un desolante scenario internazionale, il Comitato norvegese del Nobel non trova miglior candidato per questo prestigioso riconoscimento che la Croce Rossa, assegnandole il premio.
La situazione si ripresenta nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 è nuovamente la Croce Rossa a vincere il Nobel per la pace. Nel 1963, a cento anni dalla fondazione, il premio è ancora una volta assegnato al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alla Federazione Internazionale della società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Questo rende la Croce Rossa l’organizzazione internazionale che, seconda solo alle Nazioni Unite, ha vinto più volte il Nobel per la Pace.
Perché è importante elencare questi successi? Non solo perché ci ricorda il fondamentale ruolo svolto da quest’organizzazione dalla sua fondazione ad oggi, ma anche perché ci permette di riflettere sulla sua evoluzione nel corso degli anni. Tuttora, infatti, sono numerose e vitali le azioni messe in campo per fronteggiare le due principali crisi internazionali del momento, la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese con la conseguente crisi umanitaria nella striscia di Gaza.
Come riportato in apertura, nel 1901 Durant è premiato per aver fondato la Croce Rossa nel 1863. Tuttavia, Le radici dell’organizzazione sono da ritrovare nella feroce Battaglia di Solferino, combattuta nel 1859 tra le forze franco-piemontesi e quelle austriache nel corso della Seconda Guerra di Indipendenza italiana.
Durant, spinto in Italia per ragioni commerciali, si ritrovò per caso nella zona del conflitto e in queste circostanze egli fu testimone di un massacro che lasciò sul terreno circa centomila uomini fra morti, feriti e dispersi. Quello che più colpì Durant fu la completa mancanza della sanità militare e la natura improvvisata dei soccorsi. Così, nacque in lui l’idea di creare un sistema di assistenza ai feriti in guerra che fosse funzionante e neutrale.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale, a poco più di cinquant’anni dalla sua fondazione, la Croce Rossa si ritrova ad affrontare una crisi senza precedenti. Nonostante ciò, riesce non solo ad adoperarsi efficacemente per l’assistenza ai feriti, ma anche ad affermarsi come autorevole interlocutore tra le parti, cercando di proteggere i diritti dei prigionieri di guerra e favorendo i contatti tra loro e le famiglie. Proprio per quest’attività nel 1917 l’organizzazione riceve nuovamente il premio Nobel.
Nel corso dei decenni successivi, la Croce Rossa riesce a legittimarsi sempre più sulla scena internazionale e ampia il suo raggio d’azione umanitario, come testimoniato dal fatto che sia nel 1944 che nel 1963 la motivazione per l’assegnazione del Nobel all’organizzazione è incentrata non su un’azione specifica in un particolare scenario, ma sul ruolo svolto a favore dell’umanità.
Attualmente, l’organizzazione gioca un ruolo fondamentale nei due principali scenari di guerra, quello ucraino e quello mediorientale.
Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, la Croce Rossa si è subito mobilitata nelle sue tre diverse componenti, ovverossia il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), la Federazione Internazionale della società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) e le società nazionali coinvolte (principalmente quella russa e quella ucraina). Questa collaborazione congiunta ha permesso da un lato di coordinare un’efficace risposta umanitaria, mentre dall’altro ha consentito lo svolgimento di trattative diplomatiche con entrambe le parti del conflitto per assicurare il rispetto del diritto umanitario.
In maniera analoga, l’organizzazione si è attivata in Israele e nella striscia di Gaza a seguito dell’escalation della crisi dopo gli attentati terroristici di Hamas del 7 ottobre. In questo scenario, il ruolo della Croce Rossa è fondamentale in quelli che verosimilmente sono gli aspetti più complessi e drammatici del conflitto: da una parte, la gestione della crisi degli ostaggi, e dall’altra, il sostegno umanitario alla popolazione civile di Gaza.
In merito agli ostaggi, è da notare come l’ICRC sia costantemente in contatto con le loro famiglie, con Hamas e con i vari attori regionali per informarsi sulle loro condizioni e facilitarne il rilascio, come fatto con i 4 ostaggi liberati fin ora, consegnati proprio agli uomini della Croce Rossa. Sul fronte di Gaza, invece, le attività si concentrano sul garantire, nonostante le condizioni drammatiche, assistenza umanitaria ai civili sfollati e feriti. L’ospedale di Al-Quds, pesantemente danneggiato negli scontri e divenuto ormai inattivo, era gestito proprio dalla Mezzaluna Rossa palestinese.
Come abbiamo visto, quindi, la Croce Rossa rappresenta ad oggi una di quelle poche organizzazioni internazionali che sono davvero in grado di fare la differenza in uno scenario geopolitico contemporaneo particolarmente difficile. Per questo è importante informarsi sull’azione da loro portata avanti e contribuire ad amplificarne la voce.
My name is Pierfrancesco Urbano, I am currently studying International Politics and Government in Bocconi. I grew up in Bologna, but now I live in Milan. I’m interested in international relations and politics, but I’m also passionate about art, theatre, and humanities. I see journalism as a way for me to be actively engaged in the society and in its political and cultural dimensions.
