Quando si passa davanti a una vasta collezione di libri a casa di qualche conoscente, è naturale chiedersi se il fortunato li abbia letti tutti. È meglio però, che la domanda resti segreta, perché potrebbe sembrare inopportuna, soprattutto a un grande lettore. D’altro canto, si dice che questa domanda apparentemente innocua facesse infuriare Umberto Eco. Lo scrittore rispondeva ironico che no, ovviamente non li aveva letti tutti, ma perché mai avrebbe dovuto? In effetti, i libri trasmettono qualcosa semplicemente perché sono presenti. Che sia la copertina, il profumo della carta, il suono delle pagine che vengono sfogliate. Oppure qualcosa di intangibile, come anticipare con l’immaginazione le storie che si celano fra le righe. È per questo che le librerie hanno un potere evocativo che va, per fortuna, ben oltre il mero acquisto. Stare fra i libri vale quanto leggerli. Difficile, però, trovare la magia nei megabookstore ipergalattici, che assomigliano sempre di più all’Esselunga che a una libreria. Per questo, bisogna andare a cercare un po’ meglio, in angoli più o meno insoliti della nostra città.
Henry Beyle
Definire la libreria Henry Beyle è un compito arduo. È forse un compito inutile, perché sfugge a una definizione. Il piccolo spazio in Via Solferino 48, dove l’omonima casa editrice ha aperto il suo punto nel cuore di Brera, appare quasi fuori luogo. Intorno, sopravvive principalmente il cibo, fra pizze, gin tonic, e qualche proposta internazionale. Ma qualunque sia il motivo della visita non si può non rimanere sorpresi dalla raffinatezza della vetrina, che espone i titoli insieme a piccoli oggetti di antiquariato. Ecco, forse i testi Henry Beyle sono proprio questo: dei libri-oggetto (non me ne voglia l’editore). La qualità indiscutibile dei testi, con autori che vanno da Proust a Fitzgerald, è unita a una presentazione raffinata, con carte di pregio che spesso sono volutamente intonse. I libri Henry Beyle si prestano particolarmente bene alla risposta di Eco: possono essere letti, ma anche solo tenuti accanto.
Libreria del Mare
La Libreria del Mare ha un fascino che arriva già dal nome. A pensarci bene sembra quasi un ossimoro: i libri, la carta, detestano l’acqua. Nulla come questa può in un istante deturpare un libro, lasciandolo per sempre liso e macchiato. Eppure, all’acqua è legata buona parte della grande letteratura: basti pensare a Ulisse, al capitano Achab, al vecchio Santiago. Tante grandi opere non parlano solo dell’acqua, ma nascono proprio sulle acque: che siano quelle quiete vicino all’Equatore o quelle tempestose dei mari del Nord. Alla Libreria del Mare sembra essere raccolto tutto questo: esploratori, sognatori, folli che hanno condiviso e scritto di sorti marine. Per di più, i libri sono circondati da oggetti che richiamano l’acqua, e sembra proprio di trovarsi su una grande barca.
Colibrì
Il colibrì è un piccolo uccellino che sbatte le sue ali decine di volte al minuto. È l’opposto della tranquillità e calma che si immagina per facilitare la lettura. Eppure, il bar/ristorante/libreria che porta questo nome è un angolo di quiete accanto a una delle strade più trafficate della città. A pochi metri dalla cerchia dei Navigli, territorio di taxi, SUV e autobus in ritardo, c’è una piazzetta che fra gli alberi e le siepi sembra vivere in un mondo tutto suo. La libreria è concentrata in una stanzina di pochi metri quadri, che potenzia ancora di più l’effetto avvolgente dei libri. I testi vanno dai grandi classici alle ultimissime novità, con tanto spazio ad opere minori e meno note. Viene anche suggerita una lettura del mese, e ci si può spesso imbattere in associazioni letterarie che conversano nelle vicinanze. Un motivo in più per andare.
Brioschi Cuccagna
La Cascina alle porte di Milano è divenuta celebre per la sua cucina e i suoi brunch della domenica, oltre allo spazio verde e le aree di gioco per i bambini. Ma molti dei visitatori dimenticano di fermarsi alla libreria, a cui si accede da una piccola porta nello slargo principale. Nonostante le piccole dimensioni, appare più fornita di tante controparti massicce, forse perché la selezione è così varia e accurata che chiunque può trovare un testo di suo interesse. Classici, certo, ce ne sono. Ma si dà anche molto spazio a case editrici a volte meno note in Italia, come Iperborea, che ha dedicato tante sue pubblicazioni al grande Nord. Questi testi sono fonte di ispirazione per apprezzare meglio queste terre estreme e lontane dalle nostre. Magari, si può trovare spunto per la prossima avventura.
Alla fine, si può andare in libreria con gli scopi più diversi. Leggere, senza dubbio. Ma anche passeggiare, riflettere, nutrirsi. Ci si può andare anche senza uno scopo, ed è forse l’intenzione migliore. Ognuna di queste librerie offre un luogo insolito per farlo, e un’occasione di scoprire la grande (e piccola) letteratura in un luogo che le sia consono.
I’m always looking for things that give me the impression I exist. I’m not a magician, so I write. And take some pictures along the way. I also happen to be in ESS.
