5 May 2026 – Tuesday
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50 Anni Da Il Padrino parte II: la continuazione di un imperio tra luci ed ombre 

Esattamente cinquant’anni fa, ‘’Il Padrino’’, celeberrimo capolavoro di Francis Ford Coppola, basato sulla narrazione nata dalla mano di Mario Puzo, trovava la propria continuazione con la prima proiezione nelle sale americane della seconda parte. 

L’Impresa di Coppola: Continuare un mito del cinema

Mettere in scena un’opera tale da potere ricalcare le orme di un lungometraggio maestoso come quello del 1972 non deve essere stata un’impresa facile per il regista americano. I 176 minuti della versione cinematografica del 1972 rappresentano, a parere di svariati addetti ai lavori e critici del settore, l’apice cinematografico in generale. Nonostante ciò, la seconda parte di quello che può essere visto come un lungo racconto omogeneo non sfigura rispetto alla prima ed anzi permette di chiudere un cerchio narrativo ancora aperto. 

Il cast del 1974, nonostante sia privo del pezzo più pregiato ed illustre della precedente versione (Marlon Brando, ndr.), propone dei nomi di altissimo profilo: tra le riconferme spiccano certamente Al Pacino, nelle vesti di Michael Corleone, e l’intramontabile Robert Duvall, nei panni del consigliere Tom Hagen. 

Non mancano, d’altronde, anche new entries di primissimo rilievo: Robert De Niro, vincitore del premio Oscar per l’interpretazione del giovane Vito Corleone, oltre a Michael V. Gazzo e Lee Strasberg, entrambi autori di prestazioni memorabili. Non si rimarrà colti di sorpresa nel sapere che gli ultimi tre citati sono poi stati candidati dall’Academy per il premio di ‘’Miglior attore non protagonista’’, con la già menzionata vittoria finale di De Niro. 


Iconica location de ’’Il Padrino parte prima’’ situata a Savoca (ME)


Padre e Figlio: Le Origini di Vito e l’Eredità di Michael 

Nella New York di fine anni Cinquanta, l’ormai affermato boss Michael Corleone dirige le malavitose imprese familiari, una volta raccolto lo scettro di capo-famiglia, in seguito alla morte del padre Vito e del fratello Sonny. E, difatti, se il primo lungometraggio aveva rappresentato la “conversione’’ di Michael ad un mondo crudele ed a tratti disumano, la seconda proiezione mette in atto il suo definitivo consolidamento nello spietato mondo criminale newyorkese. 

D’altra parte, un indissolubile filo rosso lega la sorte dell’astro nascente Michael ai trascorsi del padre Vito. Infatti, parallelamente alla storia principale, lo spettatore ripercorre anche gli episodi clou della vita del Padrino per antonomasia: un’infanzia difficile, l’assassinio della madre, il trasferimento negli Stati Uniti e la progressiva creazione di un impero malavitoso senza precedenti sono solo alcuni dei temi che accompagnano la narrazione del suo passato. 

‘’Di padre in figlio’’ è il leit motiv ricorrente del film: molti dei passi compiuti da Vito vengono poi ripercorsi dal figlio seppur con risultati diversi. Tra questi, ad esempio, i rapporti familiari: tanto curati e preservati -nonostante tutto- dal nativo siciliano, quanto invece disintegrati e messi a repentaglio da Michael, in favore dello sviluppo del business. 

Mentre nel primo lungometraggio, Vito aveva tristemente affrontato la morte del primogenito Sonny, ad opera della cosca rivale, evento che lo aveva segnato nel profondo; Michael, invece, è la causa della dipartita del fratello Fredo in una delle ultime sequenze del film, che si conclude proprio con un iconico sguardo di Pacino: perso nel vuoto, carico di rabbia e tristezza. 

D’altronde, il tradimento subito da Micheal, proprio ad opera del fratello, che aveva congiurato per eliminarlo, è il punto di rottura nella personalità del boss. Con un bacio (con chiara allusione all’episodio evangelico di Giuda) accompagnato da un laconico “I know it was you, Fredo’’ Michael gela in maniera netta il consanguineo. 

Parallelamente, Vito costruisce la propria vendetta personale nei confronti del boss, artefice della morte della madre dinanzi agli occhi del giovane: in un’alternanza di ambientazioni, che passa dalla Sicilia agli Stati Uniti, il corleonese in persona è colui che, nello stesso luogo in cui la madre era stata brutalmente uccisa, pone fine alla vita dell’ormai stremato Don Ciccio. 

Un’Opera senza tempo: Il Fascino de ‘’Il Padrino parte II’’ 

Senza dubbio, ‘’Il Padrino Parte II’’ non è solamente una storia familiare, ma soprattutto un immersivo raffronto tra epoche e dinamiche differenti: la crescente New York di inizio Novecento da un lato e le complesse vicende del mondo cubano degli anni Cinquanta dall’altro, caratterizzato dall’ascesa al potere di Fidel Castro con le relative conseguenze politico-sociali. 

Non solo i temi magistralmente trattati dal punto di vista della trama e la performance dei singoli rendono memorabile il film, ma una colonna sonora carica di emozioni e pienamente coordinata alla narrazione degli eventi, unita ad una scenografia che alterna il ricco e sfarzoso panorama dell’élite cubana ai vicoli della Little Italy degli anni Venti permettono allo spettatore di vivere un’esperienza indimenticabile. 

Pertanto, dopo mezzo secolo, la seconda parte di uno dei lungometraggi più acclamati dalla critica e dal pubblico, rimane un punto di riferimento nel panorama cinematografico ed un must per tutti gli appassionati del grande schermo. 

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