27 April 2026 – Monday
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Milano: la “città delle opportunità” sempre più inaccessibile

Tra le città italiane Milano è in testa alla classifica per affitti più alti con 22,54 €/m² seguita da Firenze (20,74 €/m²), Bologna (16,80€/m²) e Roma (16,52€/m²). Nel caso di una compravendita il costo medio di un locale è di 5.428 €/m² (ottobre 2024). 

I dati forniti dalla piattaforma immobiliare.it mettono inoltre in evidenza come l’impennata dei prezzi nel capoluogo lombardo sia stata notevole: solo sette anni fa, i costi ammontavano per la locazione a 16 €/m² e per l’acquisto a circa 3.700 €/m².

Andamento prezzo medio vendita (€/m2) da luglio 2016 a ottobre 2024
Fonte immobiliare.it

Già prima del Covid-19, i prezzi degli affitti e delle vendite erano in costante aumento. Durante la pandemia si era verificato un significativo rallentamento: la minore mobilità e il boom dello smart working, a partire da marzo 2020  fino alla metà del 2021, avevano fatto scendere il canone medio a un minimo di 18 €/m². Con il ritorno alla normalità i prezzi sono risaliti rapidamente, confermando il primato di Milano tra le città più care d’Italia.

A far aumentare la richiesta di appartamenti e a rendere il mercato immobiliare sempre più instabile è stato lo sviluppo delle piattaforme di affitti brevi Airbnb e Booking. Sempre più locatori si affidano a questi portali per incrementare le proprie entrate e far fronte a rischi inferiori nel concedere un appartamento in locazione; una modalità flessibile che non li vincola a stipulare contratti per lunghi periodi

Tuttavia, i costi in continua crescita non sono attribuibili solo alle piattaforme online, ma anche alla fama di cui la città gode a livello internazionale. L’esposizione universale Expo 2015 ha alimentato il mito di Milano come la città del progresso, delle opportunità, delle sperimentazioni e dell’apertura culturale. E’ stato proprio l’Expo a trasmetterne l’immagine di una città dal grande potenziale di crescita a investitori internazionali e a compagnie che hanno aumentato i flussi di capitale nell’immobiliare. Dunque, se da un lato si è registrato un notevole e positivo aumento degli investimenti, dall’altro ciò ha reso la città sempre più inaccessibile a piccoli investitori e alla classe media.

Dopo la pandemia, la ripresa del turismo e degli eventi culturali e fieristici hanno ulteriormente alimentato la domanda di alloggi favorendo l’aumento dei canoni. Tutt’ora la domanda locativa continua a essere superiore dell’offerta. Questa situazione non solo limita le opportunità di crescita e di mobilità sociale, ma rende il diritto alla casa e all’istruzione un privilegio riservato a chi se lo può permettere. 

A pagarne le conseguenze è il diritto allo studio. Per le famiglie meno abbienti, sostenere le spese per mantenere un figlio in città è diventato sempre più difficile. Milano è infatti la città italiana con il maggior numero di studenti universitari, quasi 212 mila, distribuiti in otto atenei: tre statali (Bicocca, Politecnico e Statale) e cinque privati (Bocconi, Cattolica, Humanitas, San Raffaele e IULM). A queste università vanno aggiunti 15 istituti superiori  di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e sette Istituti tecnici superiori (ITS).

Il capoluogo lombardo sarà in grado di affrontare, almeno in parte, questa emergenza locativa che lo attraversa da anni? 

Inoltre i salari stagnanti e il crescente costo della vita hanno spinto molte persone ad abbandonare la città. Questo fenomeno è ancor più esasperato dalla gentrificazione, processo di trasformazione urbana in cui un quartiere popolare o degradato viene rinnovato e valorizzato. Un vero e proprio “imborghesimento” dei quartieri che determina un progressivo ricambio degli abitanti meno abbienti con altri più agiati. La gentrificazione non solo erode il tessuto sociale, ma spersonalizza intere aree della città, al punto da renderle irriconoscibili a chi le aveva vissute per anni. I quartieri come Navigli, Isola, Porta Nuova, Bicocca e CityLife sono esempi emblematici di questo fenomeno. 

Gli ingenti investimenti di valorizzazione in determinate aree di Milano hanno portato a uno sviluppo urbano disomogeneo e a un disagio sociale; ne è un esempio Quarto Oggiaro, situato a pochi chilometri da quartieri come Brera e City Life, caratterizzati da redditi elevati e un alto tenore di vita. 

Classifica 2023 delle città italiane per indice di criminalità Fonte ilsole24ore.com

In un tessuto urbano in cui ricchezza e marginalità si concentrano in aree distinte, le disuguaglianze sociali diventano evidenti, creando una separazione netta tra chi ha accesso alle opportunità e chi invece ne è tagliato fuori. Questa situazione genera nelle persone escluse un sentimento di profonda ingiustizia e nei più giovani un forte disagio che contribuisce all’aumento della microcriminalità e delle baby gang.

Secondo una recente indagine del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, tra le 106 province mappate dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, Milano è quella ad avere il più alto indice di criminalità:  nel 2023 è stata prima per numero di denunce (7.093 ogni 100mila abitanti), seconda per rapine, terza per violenze sessuali e quinta per reati connessi agli stupefacenti.  

La Milano del futuro sarà capace di mettere al centro la tutela sociale e costruire una città per tutti?

luigi.marsero@studbocconi.it |  + posts
I'm a student in Bocconi-HEC Paris BIG program with a deep passion for contemporary art. Over the past two years, my writing experience at a local newspaper enabled me to earn registration in the Order of journalists (list of "pubblicisti" of the Piedmont) and I’m eager to continue writing and expanding my knowledge. I enjoy sharing my passions, learning from mistakes and continuously improving.
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