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Non occorre guardare per vedere lontano

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ingresso-dialogoUna delle paure più frequenti degli italiani è quella del buio; una delle cose che più odiano gli italiani è quella di dover mettere gli occhiali per migliorare la propria vista; una delle esperienze più intense degli italiani è di spegnere la luce e navigare con cuore e mente.

Molte sono le persone che non hanno ricevuto o hanno perduto il dono della vista, vivono senza distinguere il giorno dalla notte, non conoscono l’arcobaleno  e si fidano degli altri sensi. Come per magia, nel momento in cui uno dei cinque sensi viene meno, gli altri quattro si rafforzano, si uniscono e creano il giusto incantesimo per poter continuare, serenamente, il percorso di vita. È successo a Maria, una donna dalla voce  squillante, una che ti resta impressa nella testa, che rimbomba tanto da rompere il silenzio, il tuo. Una donna che, insieme ad altri ciechi, regala serate indimenticabili.

La mostra ‘Dialogo nel Buio’ è ospitata nella sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano. È un percorso che si compie in totale assenza di luce, accompagnati da esperte guide non vedenti. Un viaggio di oltre un’ora nella completa oscurità che permette di sperimentare un nuovo modo di “vedere”. Ci si affida al tatto, all’udito, all’olfatto e al gusto per vivere un’esperienza straordinaria, dove i ruoli si invertono e le barriere si abbattono. Una visita che ha il sapore di una sfida, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci. Tre sono i progetti principali dell’organizzazione: TrattoNero  che offre la possibilità di cenare completamente al buio, senza condizionamenti dell’immagine e dell’apparire, dove si può giocare a riconoscere pietanze ,che vanno dall’antipasto al dolce, e note musicali di pianoforte; Caffènoir che si identifica come l’aperitivo più travolgente e sconvolgente di Milano, senza luci, ma con la sola percezione provi le emozioni di un venerdì sera con amici e giusto drink ; Teatro al buio, dove le parole si fanno più intense, i rumori più vividi e nell’atmosfera ovattata del buio ci si ritrova completamente immersi nel fluire della rappresentazione. Infine, per i più ‘artisti’, c’è l’Arte del tatto, dove si possono esplorare sculture con le mani e scoprire le straordinarie potenzialità della percezione tattile. È un’innovativa proposta in collaborazione con il Museo del Louvre di Parigi. I visitatori, al buio, sono invitati ad “ammirare” i capolavori, affidandosi esclusivamente all’uso delle mani.

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 Frammenti di vita per capire che al buio si vive, non c’è nulla di diverso se non un’altra dimensione sensoriale, così interessante che si può solo cercare di approfondire. In un mondo così ovattato, formattato, dove le mosche sbattono sul vetro scambiandolo per pezzi di cielo, dove l’apparire conta più dell’essere, in cui non si fa caso alle sfumature delle voci e alle vibrazioni dell’anima, occorre spingersi oltre. Spingersi dove ti incanti, sentendo il rumore delle onde, dove riscopri nuovi gusti e dai peso alle parole. Provare a vivere al buio, è un’esperienza che ti segna; una che ti rende una persona migliore, anche solo per un giorno. Il buio diventa il posto più amato dagli italiani; togliersi gli occhiali e non vedere resta la metafora, per eccellenza, di saggezza. Il buio ti dà la mano e ti fa rivivere gli stessi posti che non apprezzavi, le stesse persone che ti sembravano estranee, la vita che ti sfuggiva tra le mani, senza nemmeno che te ne accorgessi.

A volte basta un percorso del genere per innamorarsi, nuovamente, di noi stessi.

Maria Stella Massaro

massaro.maria@studbocconi.it

 

 

 

 

 

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