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Bligny 42: un’ epopea noir. A due passi dalla Bocconi

Reading time: 2 minutes

B42

di Alessandro Colombo

Chi non ci è mai passato davanti almeno una volta? Chi non ha mai frequentato, magari tra una lezione e l’altra, uno dei bar o “piadinerie” che si trovano proprio lì accanto, all’angolo tra via Bocconi e viale Bligny? Io ne scopro l’esistenza solo un paio di mesi fa, quando comincio a cercare un appartamento in affitto vicino alla nostra università. Tra i vari annunci, mi colpisce quello di una mansarda ristrutturata e arredata, “a 50 metri dalla Bocconi”.

Incuriosito, chiamo l’agenzia immobiliare. L’impiegata al telefono mi interrompe quasi subito. «Guardi, è un condominio un po’ difficile…». Posto che nel loro gergo professionale una “interessante soluzione abitativa” di solito è un monolocale seminterrato privo di finestre, resto sorpreso da tanta franchezza. «In che senso, scusi?». «Sa, è abitato al settanta per cento da extracomunitari». Mi si drizzano i capelli in testa a quella fastidiosa equazione inquilini extracomunitari = degrado. Poi faccio qualche ricerca su internet e scopro che il condominio di viale Bligny 42 è da anni protagonista della cronaca nera milanese con il poco rassicurante soprannome di “fortino della droga”.

Costruito alla fine dell’Ottocento, negli anni Cinquanta l’edificio fu frazionato in trecento mini-appartamenti per operai. Alcuni misurano una manciata di metri quadri e sono tuttora sprovvisti di servizi igienici. Vi si sono succeduti contrabbandieri, brigatisti, pusher, viados e terroristi di Al Qaeda. Risale all’agosto 2008 l’ultimo omicidio commesso nello stabile. «Oggi le cose stanno cominciando a cambiare» mi racconta la portinaia, con cui vado a parlare anche se nel frattempo ho optato per una diversa sistemazione.

Venti artisti (tra cui: Maurizio Cattelan) hanno aperto i propri atelier negli appartamenti al piano terra che danno sul cortile interno. Su Facebook è nato il gruppo “B42”, con l’intento dichiarato di promuovere e riqualificare l’edificio. Sono emerse così iniziative come il “Paint Day”, per il recupero collettivo degli androni e delle aree comuni in sfacelo, o come il “campo di volontariato internazionale” e “B42 in festa”, una serie di eventi musicali, cene etniche e performance teatrali organizzati negli affascinanti cortili del caseggiato dalla multietnica comunità che lo abita.

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Insomma: Bligny 42 è un angolo di Milano dal sapore vagamente bohémien… con una punta occasionale di noir. Piacerà a chi ama vivere in modo rocambolesco. Tutti gli altri vadano a Brera.

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