7 April 2026 – Tuesday
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Intervista a Fabius De Vivo

Fabius De Vivo, una delle giovani promesse del cinema italiano, si racconta a Tra i Leoni. Una carriera già densa di successi, con tanti progetti in arrivo. E cinema ovunque.

È un giovane attore con radici francesi e origini pugliesi, nato nel 1998. Dopo la formazione al Teatro dei Limoni di Foggia e il diploma all’Accademia di Cinema “Immagina” di Firenze, si afferma nel panorama cinematografico italiano per intensità interpretativa e sensibilità autoriale. Ha recitato con Juliette Binoche e Ralph Fiennes, due tra i più grandi nomi del cinema internazionale, e nel 2024 riceve il premio come giovane attore rivelazione alla Biennale. È autore e protagonista del cortometraggio Free Spirits e fondatore di VENART – Arte nelle vene, un format artistico itinerante che celebra l’arte in tutte le sue forme e restituisce centralità anche a chi lavora con dedizione e talento lontano dai riflettori. 

Come definiresti il tuo approccio alla recitazione? 

Per me recitare è mettersi in ascolto. Di una storia, di un’emozione, di una parte di sé che magari non conoscevi. 
Non seguo un solo metodo, ma mi lascio guidare da ciò che sento, da ciò che mi attraversa. Cerco sempre un punto di verità, qualcosa che renda quel momento unico, vivo. 
È una forma di presenza totale: corpo, voce, sguardo, intenzione. Quando tutto si allinea, anche per un attimo, sento che è lì che la scena prende davvero senso. 

Qual è stato il momento in cui tutto ha preso forma? 

Quando ho visto À bout de souffle, ho sentito che qualcosa in me cambiava. Non solo per la forza del film, ma per quello che rappresentava: la rottura, la libertà, il coraggio di sovvertire le regole. La Nouvelle Vague è stata il mio primo amore cinematografico. 
E poi c’era Jean-Paul Belmondo: sfrontato, magnetico, fragile. In lui ho visto un modo di stare al mondo e davanti alla macchina da presa che mi somigliava. Lì ho capito che il cinema non doveva sedurre, ma scuotere. Da quel momento non ho più potuto farne a meno. 

Cosa rappresenta per te il cinema? 

Il cinema è il mio spazio di verità. È dove posso sparire e al tempo stesso essere più presente che mai. È dove i silenzi pesano più delle parole e dove una sola inquadratura può dire più di un discorso intero. 
Mi dà voce quando non riesco a parlare e mi libera quando sento di dover restare. 

Parliamo di VENART – Arte nelle vene 

VENART è un format artistico itinerante nato da un’urgenza: quella di riportare l’arte in spazi vivi, accessibili, autentici. Un luogo dove gli artisti non solo si raccontano, ma tornano anche a esibirsi — fuori dal set, fuori dalla scena canonica, in un contesto intimo e libero. 
Abbiamo ospitato attori come Filippo De Carli, Guglielmo Poggi, Nicole Rossi, Angelica Cinquantini, Miriam Galanti, Miriam Gagino, Alexia Cozzi; casting director come Pino Pellegrino, Flavia Toti Lombardozzi, Adriana Ciampi, Maurilio Mangano, Annamaria Sambucco; cantanti come Martina Attili, Millealice, Beatrice Bruschi; e registi come Ludovico Bessegato e Marco Simon Puccioni. 
Ogni incontro è unico, irripetibile. Un’arte che si dona, si racconta e si vive, anche fuori dai riflettori. 

E con Free Spirits? 

Free Spirits è nato in un momento di silenzio interiore. Avevo bisogno di dire qualcosa senza aspettare che qualcuno me lo chiedesse. L’ho concepito e interpretato con onestà, senza protezioni. 
È un corto che parla di identità, di libertà interiore, di quella tensione costante tra ciò che siamo e ciò che ci chiedono di essere. 

Cosa diresti a uno studente? 

Che non esiste un percorso “giusto”, ma esiste il proprio. Che il talento va nutrito con disciplina, ma mai soffocato con aspettative. 
E che l’urgenza creativa è il bene più prezioso: se ce l’hai, proteggila. 

E a chi ti guarda da spettatore? 

Vorrei ringraziarli. Ogni volta che qualcuno guarda una mia scena, non sta solo osservando: sta condividendo qualcosa di intimo con me. 
Io non porto sullo schermo un’immagine: porto un pezzo di me. E lo faccio con generosità, senza filtri. 
Perché credo profondamente che l’arte debba connettere, risvegliare, restituire umanità. 
Se, anche solo per un attimo, succede… allora tutto ciò che ho dato ha trovato accoglienza. 

Senior Advisor | lorenzo.garbarino@studbocconi.it |  + posts

I’m always looking for things that give me the impression I exist. I’m not a magician, so I write. And take some pictures along the way. I also happen to be in ESS.

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