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Cosa dice veramente Ahmadinejad?

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Uno degli Hobby preferiti della stampa USA è quello di prendere i discorsi di Ahmadinejad (Il presidente della repubblica Iraniana) e distorcerli. L’Iran è uno stato che segue una politica estera che non piace agli USA, che vedono la sua ascesa a potenza regionale come una minaccia. Prendiamo ad esempio il discorso da lui pronunciato alle nazioni unite il 23 settembre di quest’anno. Nel discorso Ahmadinejad parla di molte cose, ma quella che ha più dato fastidio agli Americani è stata la sua dichiarazione sulla mancanza di trasparenza nella questione 11 settembre.

Parlare di ciò che è avvenuto a New York nel 2001 è una cosa scomoda da fare. Andando alla ricerca dell’ obiettività si rischia, negli USA e nel mondo, di venire tacciati di insensibilità nei confronti delle vittime e di non essere dei patrioti. Il presidente Iraniano si è limitato a dire che la versione ufficiale non riesce a spiegare molte cose, in particolare a chi va data la responsabilità per l’attentato.

Ahmadinejad si è limitato ad elencare le tesi principali al momento, incluse quelle che vengono definite “Complottiste” dai media ufficiali. Nel primo caso da lui elencato la responsabilità dell’ attentato è di Al Qaeda. Nel secondo caso dice che elementi interni al governo statunitense abbiano orchestrato la faccenda per perseguire obiettivi di politica interna ed estera. Nel terzo caso la responsabilità è si di Al qaeda, ma che ci siano state delle persone nel governo al corrente di ciò che sarebbe successo, e che invece di impedire l’accaduto hanno tratto dei vantaggi dalle conseguenze dell’ attentato.

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Mi sembra un’intervento sensato e non stupido, anche perché la questione 9/11 non è più relegata ai forum di controinformazione, ma coinvolge numerosi professionisti e giornalisti seri. Ma vediamo quali sono state le reazioni a questo intervento. Durante il discorso di Ahmadinejad il rappresentante all’ ONU degli USA ha abbandonato la sala, seguito da altri provenienti da vari paesi europei.

Obama ha dimostrato la sua indignazione dicendo: “Sono affermazioni offensive e odiose. Fare queste dichiarazioni proprio qui in Manhattan, a breve distanza da Ground Zero, dove la famiglie hanno perduto i loro cari, dove le persone di ogni fede e origine etnia vedono in quell’evento la tragedia di questa generazione, è veramente imperdonabile”.

I giornali e i media si sono uniti al coro, travisando le paroli pronunciate effettivamente dal presidente dell’ Iran e pubblicando articoli dai titoli roboanti come “Ahmadinejad accusa gli USA di aver organizzato l’attentato alle torri gemelle”.

Ma non è certo la prima volta che la stampa occidentale si impegna a distruggere l’immagine dell’ Iran. Quante volte abbiamo sentito che il presidente dell’ Iran vorrebbe far scomparire Israele dalla faccia della terra? Ebbene, questa frase non è mai stata pronunciata.

Il venticinque ottobre del 2005 il presidente neo-eletto dell’ Iran ha pronunciato in una conferenza a Teheran una frase destinata a prendere vita propria. Quotando Khomeini ha detto:  “Imam ghoft een rezhim-e ishghalgar-e qods bayad az safheh-ye ruzgar mahv shavad”. Che tradotto dal Farsi in Italiano significa:  “L’imam ha detto che il regime che occupa Gerusalemme deve svanire dalle pagine della storia”.

Questa citazione, distorta dall’ apparato mediatico, ha preso vita propria, destinata a far sue le prime pagine di innumerevoli giornali. Se però consideriamo il discorso nel suo complesso, invece che guardare ad una frase priva di contesto, ci accorgiamo che Ahmadinejad non voleva la cancellazione di Israele.

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Quello che voleva dire è che il regime Sionista, e il Sionismo in se, dovrebbero non esistere. I palestinesi dovrebbero avere diritto alla piena cittadinanza in uno stato libero, che dovrebbero contribuire a plasmare tramite regolari elezioni e referendum. Possiamo definire Israele come uno dei pochi rimasti stati Teocratici, dove l’appartenenza etnica, ma soprattutto religiosa, hanno ancora importanza. In sostanza quello di cui parlava il presidente non era la cancellazione dalla faccia della Terra di uno stato e dei suoi abitanti, ma il cambiamento di un regime che egli vedeva giustamente come ingiusto.

L’Iran è una spina nel fianco per gli USA. I suoi rapporti amichevoli con i governi Bolivariani dell’ America del Sud,  l’indipenza della sua politica economica e i suoi rapporti amichevoli con Cina e Russia. Gli USA hanno fatto grandi pressioni sulla Russia, per impedirle di fornire tecnologia nucleare all’ Iran, senza successo. Sono però riusciti a impedire la vendita, sempre da parte della Russia, di sistemi missilisti difensivi all’ Iran.

La campagna mediatica contro l’Iran è incessante, e passa dalle manipolazioni dei discorsi, a Sakineh, a Neda e alla violazione dei diritti umani. E’ nostro dovere informarci seriamente, per non rischiare di venire manipolati da media che non compiono il loro dovere.

Michele Pittaro

michele.pittaro@studbocconi.it

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