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L'angolo del penalista

Lotta al crimine internazionale: Interpol ed Europol

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Senza alcun dubbio le grandi operazioni criminali non si interrompono al confine di uno Stato.
E’ per questo motivo che sono diventate indispensabili le cooperazioni internazionali di polizia che si impegnano nella lotta contro i crimini più diffusi seguendo regole ben definite per condurre investigazioni transnazionali.

Interpol: l’organizzazione internazionale della polizia criminale

L’Interpol è nata nel 1923 e comprende 195 Paesi. E’ stata creata per incentivare la collaborazione transfrontaliera della polizia e per migliorare l’attività di prevenzione e repressione del crimine internazionale. Grazie all’Interpol, collaborano anche quei Paesi che non hanno rapporti diplomatici fra loro. 

Le lingue ufficiali dell’organizzazione sono l’arabo, l’inglese, il francese e lo spagnolo.

Vi sono, inoltre, tre principi previsti dallo Statuto costitutivo che ispirano l’attività dell’Interpol:

le azioni intraprese sono soggette ai limiti imposti dalle leggi dei Paesi interessati e viene sempre rispettato lo spirito della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; non è consentito alcun intervento di carattere politico, militare, religioso o di carattere razziale; tutti gli Stati che sono parte dell’organizzazione godono degli stessi diritti indipendentemente dall’entità del contributo finanziario da loro versato.

L’assemblea generale, composta dai membri nazionali, svolge un ruolo fondamentale poiché determina i metodi di lavoro da seguire, le attività da svolgere e le modalità di utilizzo delle risorse finanziarie.

Ogni Paese deve creare un Ufficio nazionale Interpol e dotarlo del personale che presta servizio presso le polizie nazionali. Gli uffici nazionali Interpol sono particolarmente importanti perché rappresentano il punto di incontro tra l’Interpol e gli Stati membri che possono rivolgersi

al Centro di comando e coordinamento istituito all’interno del Segretariato generale per ricevere supporto nelle indagini sui ricercati.

Uno dei compiti più rilevanti dell’Interpol è l’invio e lo scambio con la Polizia dei vari Paesi membri delle informazioni riguardanti le persone scomparse, i soggetti latitanti e i sospettati terroristi. Per rendere note tali informazioni, viene utilizzato un apposito sistema di notizie e diffusioni. Le notizie sono dei messaggi di allertamento che vengono inviate dagli Uffici nazionali al Segretariato generale che, a sua volta, le pubblica nelle lingue ufficiali dell’organizzazione. Le diffusioni, invece, sono dei messaggi aventi oggetto simile a quello delle notizie, ma scambiati tra gli Uffici nazionali senza passare per il vaglio del Segretariato generale.

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Inoltre, se le notizie riguardano soggetti ricercati per crimini di guerra e genocidio, interverranno anche i Tribunali penali internazionali.

E’ interessante sottolineare che le notizie vengono distinte, in base al loro contenuto, in sette tipologie differenti: le notizie rosse sono relative a persone ricercate; le gialle a persone scomparse; le verdi a persone che hanno commesso un grave crimine e che potrebbero commettere lo stesso in altri Paesi; le arancioni a materiale pericoloso o a eventi che pongono a rischio la sicurezza pubblica; le blu a soggetti relazionati a un determinato crimine; e, infine, le nere a Informazioni su corpi non identificati.

Europol: Ufficio europeo di polizia

L’Europol ha sede a L’Aia e fornisce assistenza ai 27 membri dell’Unione Europea nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo. L’obiettivo dell’Europol è quello di realizzare un’Europa più sicura a beneficio di tutti i cittadini. I principali crimini di cui si occupa l’organizzazione sono: terrorismo, traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro, frode organizzata, falsificazione di euro, traffico di persone.

L’agenzia Europol è diventata operativa nel 1999 e vede a capo dell’organizzazione un consiglio di amministrazione formato dai rappresentanti di tutti gli Stati membri e da un rappresentante della Commissione.

Un reato è di competenza dell’Europol se riguarda due o più Paesi membri: l’organizzazione, infatti, facilita lo scambio di informazioni tra i vari Stati e segnala loro i nessi riscontrati tra i fatti delittuosi. Viene utilizzato un sistema informatizzato denominato Tecs, alimentato dagli stessi Stati membri. I dati che vengono memorizzati in tale sistema devono essere relazionati alle funzioni istituzionali dell’Europol e devono riguardare soggetti sospettati, in base alla legislazione nazionale dello Stato membro, di aver commesso un reato o di avervi partecipato. Inoltre, per fornire un ausilio allo svolgimento delle indagini, possono essere creati degli archivi di analisi contenenti dati di soggetti che potrebbero intervenire come testimoni o che potrebbero fornire informazioni rilevanti sui reati oggetto di indagine.

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Se l’Europol ritiene che un reato rientri nell’ambito dei suoi obiettivi e che sia necessario avviare un’indagine, può chiedere alle autorità competenti degli Stati membri interessati di avviare, svolgere o coordinare tale indagine penale.

Europol produce, poi, diverse relazioni: la relazione sulla situazione del terrorismo nell’UE (TE-SAT); la relazione sulla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (SOCTA); la relazione sulla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata su Internet (IOCTA).

Il punto di forza dell’Europol si trova nella collaborazione e nel coordinamento delle attività dei diversi Paesi: ricevere informazioni da parte di questi consente di avere una visione generale e più ampia della situazione criminale.

Differenze e similitudini tra Interpol ed Europol

Le differenze che intercorrono tra le due organizzazioni sono sia di tipo formale che di tipo sostanziale. 

Innanzitutto, l’Europol, a differenza dell’Interpol, si basa su trattati ratificati dai Parlamenti nazionali degli Stati membri dell’Unione Europea.

Inoltre, l’Interpol può essere considerata una rete delle polizie nel mondo e, quindi, favorisce la cooperazione tra le organizzazioni di polizia di Paesi diversi; l’Europol, invece, si occupa principalmente dell’analisi dei dati provenienti dai Paesi membri e, sostanzialmente, fornisce loro supporto sul piano delle investigazioni.

Tuttavia, entrambe condividono una caratteristica fondamentale: forniscono alle agenzie nazionali informazioni su reati e criminali, ma non hanno poteri esecutivi cioè non possono effettuare arresti. Infatti, in riferimento all’Europol, l’art. 88 del TFUE sottolinea che “l’applicazione di misure coercitive è di competenza esclusiva delle pertinenti autorità nazionali”. L’assenza di poteri coercitivi attribuibili alle due organizzazioni, però, non rende superfluo il loro ruolo: le analisi, le prove e le strategie messe in atto da queste determinano l’applicazione delle misure esecutive da parte delle forze dell’ordine nazionali.

Esempi di casi in cui sono state coinvolte Interpol ed Europol

L’Interpol è stata coinvolta in numerosi casi che comprendono la tratta di esseri umani, traffico di droga, frodi e terrorismo.

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Tra i casi di maggior rilievo vi sono: l’arresto del terrorista internazionale Carlos, conosciuto come lo sciacallo, accusato di una serie di omicidi in Europa occidentale negli anni ’70 e ’80; quello di Darnell Garcia, ex agente della Dea, l’agenzia federale antidroga americana, che rubò centinaia di chili di cocaina ed eroina sul posto di lavoro.

Per quanto riguarda casi più recenti, poco tempo fa le autorità di Capo Verde hanno sequestrato 5,7 tonnellate di cocaina e si sono rivolte all’Interpol per chiedere aiuto nelle indagini. L’Interpol ha inviato agenti per analizzare i pacchi contenenti la droga e per caricare le informazioni raccolte sul database dell’organizzazione: è stato possibile, così, individuare collegamenti con altre spedizioni di cocaina.

Infine, un caso rilevante in cui l’Europol ha svolto un ruolo determinante concerne due fuggitivi slovacchi arrestati in Romania: i due si erano nascosti in Ucraina sotto false identità, ma subito dopo l’inizio del conflitto sono stati costretti a trasferirsi in Romania dove la loro identità è stata rivelata. Uno di questi fuggitivi si trovava nella lista EU most wanted list.

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