30 May 2026 – Saturday
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Ti odio Milano ti amo 

La bellezza dell’essere fuori sede è l’emozione di prendere quell’aereo che ti riporta a casa, guardare il tabellone del binario e aspettare di leggere tra le righe quel treno, arrivare e vedere i tuoi genitori sorridenti, perché sei rientrato.  

In realtà, l’agonia del fuori sede è ben altra, soprattutto in una città come Milano, in cui tutto è troppo e poco è niente. Chi di noi ha avuto la fortuna di non avere problemi con questa città e i suoi capricci, si può ritenere fortunato, ma la verità è che siamo dei privilegiati.  

“Ti odio Milano, ti amo Milano” è la frase iconica di chi vede in questa città la speranza e il futuro, di tutti coloro che si sono lasciati alle spalle il piccolo paese o la realtà provinciale in cui si sentivano stretti. Quel posto chiamato casa che, però, ad un certo punto della propria vita, era diventato soffocante, come un peso opprimente.  

Questa è la storia di chi va via dalla propria casa per realizzare i suoi sogni, per lavorare o per studiare; ognuno ha una motivazione, ma sono tutti accomunanti dalla volontà di voler fare qualcosa per loro stessi.  

Se poi ti guardi indietro, capisci che essere un fuori sede è un dono particolare, perché puoi dire di aver trovato una seconda casa, che, sicuramente, non è come quella in cui sei nato e in cui hai gli affetti, ma Milano è il tuo nido. Milano è tua.  

Milano ti lascia senza respiro, tutto intorno a te grida bellezza e felicità. Allo stesso tempo, questa città grida aiuto per la confusione e le condizioni di abbandono, spesso, causate dai cittadini stessi, che, al contrario, dovrebbero amarla! 

Milano è anche delinquenza, pericolo e paura.  

È come guardare due facce della stessa medaglia o si prende insieme o non si prende niente.                                              

È un po’ la roulette della grande città, devi accettare il compromesso tra il vivere bene, avendo tutte le possibilità, ma rinunciare un po’ alla libertà.  

Milano è un contratto con un inganno: Milano toglie, Milano dà. È proprio questa la scommessa più bella che si può avere da questa città.  

Quando torni a casa sai che avrai sempre la tua stanza, che ci saranno mamma e papà che ti verranno a prendere in aeroporto, ma alla fine vorrai tornare sempre, perché la città ti lascia la libertà di scegliere chi vuoi essere e chi vuoi diventare.  

Ad un certo punto si smette di essere fuori sede e si diventa “milanesi”, un po’ spaventa questa parola perché si pensa a persone un po’ schive. In seguito, scopri che i veri milanesi sono pochi e ti viene svelata un’assurda e affascinante verità: loro sono il perfetto miscuglio tra chi è arrivato in questa città con gli stessi sogni, che abbiamo noi in questo momento, e chi l’ha sempre vissuta.  

Milano è questa, è un vaso di Pandora: ti lascia la facoltà di scegliere, aprendolo, di diventare tuo o no.  

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