19 June 2026 – Friday
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XIX secolo in musica: alla ricerca del più romantico tra i romantici 

Quando si pensa a quel periodo musicale i compositori che vengono in mente sono vari, ma qualcuno può definirsi più romantico degli altri? 

La musica strumentale nel XIX secolo ebbe una fioritura eccelsa, e si estese a strumenti e organici differenti. In questo periodo però ci fu uno strumento in particolare che subì importanti trasformazioni che lo portarono a diventare lo “strumento romantico per eccellenza”: il pianoforte. 

Furono vari i compositori che nel corso del XIX secolo si dedicarono a questo strumento, tra cui Schubert, Mendelssohn e Brahms, ma anche i meno appassionati hanno sicuramente sentito parlare di almeno uno dei tre compositori che hanno dominato la scena del pianismo romantico: Robert Schumann, Fryderyk Chopin e Franz Liszt. 

Fryderyk Chopin (1810-1849) è un compositore polacco. Definito poeta del pianoforte, nel corso della sua vita ha composto quasi esclusivamente per questo strumento. Tra le caratteristiche principali della sua opera troviamo il suo legame con la Polonia, riconoscibile tramite l’utilizzo di melodie della musica popolare polacca e di armonie tipiche. Un’altra caratteristica dell’opera chopiniana è il dualismo presente in molte composizioni, nelle quali a parti molto introspettive si alternano sezioni decisamente più eroiche. Nonostante le sue ballate catturino il fascino e la passione romantica delle ballate narrative del poeta polacco Adam Mickiewicz, la maggior parte dei brani di Chopin rispetta uno schema formale chiaramente definito, e dei tre è sicuramente il più legato al classicismo. 

Franz Liszt (1811-1886) invece è nato in Ungheria, studiò a Vienna e a undici anni faceva già tournée in tutta Europa; fu sicuramente una delle figure più brillanti del periodo romantico. Nel corso della sua vita fu pianista, direttore d’orchestra e compositore. Tra le caratteristiche principali del suo stile troviamo il temperamento dinamico e impulsivo e il suo ideale di “musica a programma”, ovvero l’intenzione di descrivere una storia attraverso mezzi musicali. Nelle sue composizioni porta a un livello estremo la tecnica dello strumento, mettendo in risalto la pienezza della sonorità e l’esecuzione drammatica. A mio avviso questa concezione dello strumento è un ulteriore elemento romantico, che se accostato al suo rapporto conflittuale con le forme e alla sua tendenza all’avanguardia armonica lo rendono molto più romantico di Chopin. 

Robert Schumann (1810-1856) dei tre è sicuramente il compositore che ebbe la vita più particolare. Si laureò in giurisprudenza per poi tentare la carriera da pianista concertista, che gli venne impedita da un problema alla mano destra, probabilmente causato da alcuni esperimenti che fece sulle proprie dita per aumentarne l’estensione e l’indipendenza. La decisione della famiglia di chiedere la distruzione delle cartelle mediche del musicista rende difficile una ricostruzione affidabile. A seguito di ciò si dedicò alla composizione e alla critica musicale. Analizzando le caratteristiche dell’opera di Schumann e la sua personalità ci si accorge immediatamente che la sua persona “gronda” romanticismo da tutti i pori, a partire dallo stretto collegamento con la letteratura; parrebbe che fin dalla tenera età avesse espresso il desiderio di diventare o musicista o scrittore. Molti dei suoi lavori sono ispirati a fonti letterarie, e dedicò gran parte della sua vita a scrivere su varie riviste musicali, di cui una fondata da lui, che diede una forte spinta progressista al mondo musicale dell’epoca. Inoltre, Schumann probabilmente era affetto da schizofrenia, e quello delle malattie mentali e del suo amore con la moglie Clara (alla quale dedicò vari brani) sono ulteriori elementi romantici che lo distanziano dal classicismo. Infine, nelle sue composizioni ritroviamo vari temi tipici del romanticismo, come la notte, il sogno e l’infanzia. Ultimo tra tutti la sua visione sul ruolo del musicista nella società, che secondo il compositore era quello di suggerire immagini poetiche attraverso la musica. 

Donald Jay Grout, musicologo americano del Novecento, scriverà che “la sua musica incorpora più intensamente di quella di qualsiasi altro compositore le profondità, le contraddizioni, e le tensioni dello spirito romantico; essa è alternativamente ardente e sognatrice, veemente e visionaria, fantastica, stravagante ed erudita.” E con questa affermazione trova risposta l’introduzione dell’articolo; è Robert Schumann il più romantico tra i romantici. 

Gabriele Bernard
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