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Breve diario di bordo di una laureata

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Un piccolo racconto per sbrogliare le mille emozioni che si sono avvicendate nella testa di una neolaureata, insieme alla tensione legata alla scrittura del tradizionale discorso di proclamazione. Ansia, tensione, felicità ed entusiasmo sono solo alcune delle sensazioni che troverete tra queste righe.

Siamo diventati dottori e dottoresse davanti allo schermo del nostro pc o del nostro smartphone. Il processo di accesso a You@b e alla sezione Punto Blu sembrava non finire mai: pochi secondi di interminabile attesa.

Mentre aspettavo che la pagina web si caricasse e si aprisse davanti ai miei occhi, ho ripercorso brevemente la mia carriera universitaria. Ho pensato ai primi giorni, a quell’ansia di conoscere qualcuno per non rimanere sola, a quella necessità di costruire qualcosa di forte. Poi, andando avanti veloce, ho ripensato a tutti quei momenti di stress e di ansia, quella voglia di arrivare immediatamente al momento della consegna dell’esame, mischiata al desiderio di avere un giorno in più per poter ripetere tutto. Ho ripensato a quella paura di non farcela da sola a Milano e a quei momenti in cui avrei solo voluto ritornare a casa.

Infine, mi sono soffermata sui ricordi più recenti, relativi all’ultimo anno. Ho pensato alla mia delusione quando hanno cancellato il mio Exchange e al sollievo dell’ingresso in magistrale. Ho pensato ai dubbi relativi alla tesi e a tutte le volte in cui mi sono chiesta: “chissà se il mio relatore mi odia”. Nella mia testa si avvicendavano i volti delle persone che ho conosciuto, delle esperienze e dei segreti che ho condiviso con loro. Mi sono chiesta quale fosse stato il loro voto di laurea, se fossero soddisfatti e felici. Poi, mentre mi domandavo tutte queste cose, anche la mia pagina si è caricata.

Mi sono laureata la mattina del 22 luglio, dopo essermi svegliata molto tardi e con la tazzina del caffè ancora in mano. Mi sono laureata mentre ero sola a casa, dopo aver letto un messaggio sul gruppo WhatsApp della mia classe che avvisava tutti i laureandi che i voti erano stati finalmente pubblicati. È stata una notifica dell’applicazione dell’università a proclamarmi ed io l’ho subito inoltrata ad amici e parenti.

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La soddisfazione e il sollievo di quel momento sono indescrivibili. Per un momento, è come avere il mondo nelle proprie mani, come aver finalmente tagliato il traguardo, dopo tanti sforzi e sacrifici. Un piccolo secondo in cui ognuno di noi ha potuto dire “ce l’ho fatta”.

Due mesi dopo, mentre ero alla ricerca di un luogo dove avrei potuto festeggiare con i miei amici dopo la cerimonia di proclamazione di ottobre, ho ricevuto una mail dove mi veniva chiesto di tenere la Valedictorian Speech per il mio turno di laurea. Ho deciso di raccontarlo ad alcuni amici e fare, invece, una sorpresa ai miei parenti e a tutti quelli che mi sarebbero venuti a trovare a Milano dalla Puglia: lo avrebbero saputo solo dopo, in occasione della cerimonia.

Mi sono chiesta cosa scrivere per diversi giorni, cercando di prendere ispirazione dalle parole degli studenti che, prima di me, avevano vissuto questa esperienza. Nonostante le bellissime parole di ognuno di loro, però, non riuscivo a trovare un argomento che sentissi totalmente mio. Alla fine, ho deciso di essere sincera con me stessa e con gli altri e di dire ciò che ho sempre pensato durante questo triennio e quello che mi auguro, e che auguro a tutti, di essere per il futuro.

Il 9 ottobre 2021, sono salita sul palco dell’Aula Magna dell’edificio Roentgen e, con la voce un po’ rotta dell’emozione, ho pronunciato il mio discorso, che riporto qui:

Salve a tutti, per prima cosa volevo dire che per me essere qui a rappresentare una parte dei laureati del 2021 è un vero onore. È un onore perché a volte, durante questi anni, mi è capitato di non sentirmi abbastanza.

Guardavo i miei amici, molti dei quali sono seduti qui adesso, e li vedevo sicuri del loro percorso, delle loro idee, del loro Exchange, del loro stage e dell’argomento del loro lavoro finale. Ho visto attorno a me persone brillanti, propositive e piene di interessi e spesso mi sono chiesta se io meritassi di essere tra di loro.

Mi sono domandata tutto ciò per molto tempo e oggi che sono qui a pronunciare questo discorso a tutti voi mi rendo conto di quanto in realtà io abbia appreso da questi studenti e di quanto questa Università mi abbia insegnato a mettermi in discussione. Ed è anche per questo che ad oggi non mi pento di nulla.

Non mi pento delle ore passate a studiare e nemmeno di quelle passate a divertirmi, non mi pento delle notti in bunker, dei parziali, delle giornate di lezioni interminabili. Non mi pento dei lavori di gruppo, dei seminari o dello stress dell’application per la magistrale. Questi tre anni sono stati intensi, ricchi di novità, di amicizie, di condivisione. Tre anni di eventi inaspettati, che nessuno avrebbe potuto prevedere e che ci hanno portati alle lezioni formato blended e agli esami online.

Sono stati tre anni densi di emozioni, di attese, traguardi e, a volte, di fallimenti. Ma anche anni di legami e di amicizie per la vita. Sono così tanti gli eventi, le sensazioni, le prove e i dubbi che abbiamo incontrato in questo percorso, che tre minuti non sono sufficienti per poter fare un riassunto fedele di tutto quanto.

Ritengo tuttavia che una giusta approssimazione di quello che abbiamo vissuto, sia quello che abbiamo imparato. E non mi riferisco solo alle formule, alle nozioni, all’articolo 1153 del Codice civile o alla definizione di economie di scala. Mi riferisco a quello che abbiamo appreso in qualità di persone che, molto presto, andranno ad abitare il mondo.

Questa esperienza mi ha dimostrato che prima di quello che so viene quello che sono, e che, a prescindere dalla strada che deciderò di prendere, il parametro di ogni successo non sarà ciò che ho raggiunto ma come l’ho raggiunto. Ed io, da parte mia, spero di farlo sempre in maniera degna, corretta e senza accontentarmi mai, come mi hanno insegnato questa università, i miei professori e, in particolare, le persone che ho conosciuto in questo percorso e che mi sono state sempre vicine, che ringrazio profondamente.

A tal proposito, colgo l’occasione per ringraziare i miei nonni e mia mamma, che hanno viaggiato in treno per quasi 900 km per essere qui, e mio padre, che nonostante il fuso orario, mi guarda dall’altra parte del mondo. Un enorme grazie anche a Riccardo e a tutti gli amici che dalla Puglia sono venuti qui per sostenermi, siete speciali e vi sono estremamente grata.

Ultimo ma non per importanza, grazie a voi per l’attenzione e, soprattutto, auguri a noi laureati di luglio 2021!

Colgo l’occasione per rinnovare lo stesso augurio anche ai laureati di Ottobre e a tutti quelli che verranno dopo di loro, consapevole del fatto che questo è un traguardo importante che però segna solo l’inizio di tutto ciò che ci aspetta di tutto il mondo che ancora abbiamo da scoprire.

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I’m an Economics and Management student at Bocconi University, coming from Puglia. I’m interested in all forms of art, cinema, literature and culture.

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